Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Green pass sui luoghi di lavoro, proteste non solo a destra. Presidio della sinistra radicale: "Contro l'offensiva padronale"

Il green pass continua a dividere, anzi in alcuni casi unisce nella contestazione partendo da posizioni praticamente opposte. Protesta in città dei "lavoratori auto-organizzati"

Il green pass continua a dividere, anzi in alcuni casi unisce nella contestazione partendo da posizioni praticamente opposte. Venerdì alle ore 17, a Cesena, all' incrocio tra via  Quasimodo e via Emilia (nei pressi della Coop) ci sarà un presidio dei "lavoratori auto-organizzati" contro il certificato verde esteso ormai anche ai luoghi di lavoro. 'No green pass, no Draghi", il motto.

"Portare fischietti, pentole e tutto ciò che serve per fare rumore", si legge nella nota che annuncia l'assemblea contro il green pass. Un'avversità al certificato verde che paradossalmente unisce parte della sinistra radicale ai movimenti di estrema destra, di cui tante forze politiche chiedono lo scioglimento. Sabato scorso infatti, nella manifestazione romana anti-green pass a prendersi la scena è stata Forza Nuova, a cui viene attribuita la regia del violento attacco alla sede della Cgil romana. Un momento di violenza in una piazza che era molto eterogenea con tanta gente comune 'no vax', ma anche ristoratori del movimento 'Io apro'. Anche Cesena e Cesenatico sono scese più volte in piazza contro il green pass chiamando a raccolta  i partecipanti dei tanti 'No Paura Day' che per mesi si sono ritrovati in Piazza della Libertà ed in Piazza del Popolo contro la "dittatura sanitaria".

"L’imposizione dell’obbligo vaccinale - spiegano gli organizzatori del presidio di venerdì - attraverso l’introduzione di un “lasciapassare sanitario” (noto in Italia come “Green-pass”) è sempre più palesemente parte integrante dell’offensiva padronale che in Italia ha ricevuto un definitivo “semaforo verde” con lo sblocco dei licenziamenti unitamente ad un pacchetto di misure aggiuntive basate sull’aumento dei prezzi di alcuni beni essenziali (bollette, benzina) e sullo sblocco degli sfratti. L’obbligo di possesso del “lasciapassare”, esteso a partire dal 15 ottobre a tutto il mondo del lavoro, fa crollare ogni residua parvenza di misura per il contenimento della pandemia e di salvaguardia della salute pubblica, evidenziando, al contrario, il suo ruolo di strumento politico (dittatoriale) finalizzato alla divisione e al controllo dei lavoratori".

"Per questo - viene spiegato - manifesteremo venedì 15 ottobre a Cesena per l'abolizione del Green-pass e di qualunque mezzo di discriminazione nei luoghi di lavoro e ovunque in quanto strumento di controllo e repressione sociale". Gli organizzatori del sit-in chiedono "Ricerca, cure e terapie anti-covid precoci, ma anche tamponi e Dpi gratuiti per tutti i lavoratori, cure domiciliari, strutture sanitarie territoriali per una medicina al servizio del popolo".

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