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Oltre 200 esposti contro il Comune, Castiglia sarà processato per stalking

Graziano Castiglia è stato rinviato a giudizio per il reato di stalking e molestie. Castiglia è un volto noto in città, specialmente in Comune

Graziano Castiglia è stato rinviato a giudizio per il reato di stalking e molestie. Castiglia è un volto noto in città, specialmente in Comune, dove si è presentato innumerevoli volte per accessi agli atti, richieste di documenti e per le numerose proteste inscenate su temi al centro delle cronache. Nel corso dell’udienza preliminare svoltasi giovedì mattina al Tribunale di Forlì, il giudice ha  disposto il rinvio a giudizio di Castiglia per il reato di stalking e per il reato di molestie, accogliendo così le richieste avanzate dal pubblico ministero a seguito della querela intentata dal Comune di Cesena nel luglio del 2015. A renderlo noto è il Comune stesso, in una nota. 

Nella stessa udienza il Comune di Cesena, patrocinato dall’avvocato Giorgio Fabbri, si è costituito parte civile, dando seguito alla delibera approvata dalla Giunta comunale nella seduta di mercoledì.
Spiega una nota dell'Amministrazione Comunale: “Abbiamo preso questa decisione in coerenza con l’azione legale intrapresa più di un anno fa a tutela dell’immagine dell’intera Amministrazione e del buon funzionamento degli uffici comunali, messo a dura prova dal comportamento del signor Castiglia. Non è questa la sede per ripercorrere l’intera vicenda, protrattasi per oltre 10 anni, ma non possiamo fare altro che ribadire il profondo disagio e il pesante intralcio alle loro attività che dipendenti e amministratori del Comune hanno vissuto in questi anni a causa della condotta del signor Castiglia, autoinvestitosi del ruolo di censore, producendo oltre 200 fra  denunce ed esposti nei confronti del Comune, indirizzati di volta in volta alla Magistratura, alla Regione Emilia Romagna; alla Corte dei Conti; al Tar, all’Autorità nazionale anti-corruzione al Corpo Forestale dello Stato; alla Presidenza della Repubblica; al Consiglio di Stato; alla Corte Costituzionale; alla Guardia di Finanza, senza che alcuno di essi abbia trovato ascolto nelle sedi competenti”.

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