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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Cesenatico

Gozzoli in difesa di centri ricreativi, sociali e culturali: lettera a Bonaccini e all’assessore Corsini

"Nel dialogo tra Regione e Governo va rivista la disciplina delle aperture d chiusure e  vanno previsti ristori per tutti i circoli, anche e soprattutto quelli più piccoli"

Il Sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli ha inviato una lettera al Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e all’Assessore Corsini che ha la delega al commercio affinché la regione agisca da tramite con il governo per chiedere di equiparare i centri ricreativi, sociali e culturali con autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande ai pubblici esercizi e prevedere ristori per tutti i circoli, anche quelli senza partita iva. 

Il testo della lettera

Come già fatto da qualche mio collega le sottopongo un tema che si sta ponendo all’attenzione delle realtà locali. Come saprà il DPCM del 24 ottobre 2020 ha sospeso l’attività dei centri ricreativi, sociali e culturali e tale misura è stata sempre procrastinata in avanti fino all’ultimo DPCM  che ha prolungato la sospensione al 5 marzo.

Con una circolare dell’ottobre scorso, il Ministero degli Interni ha specificato che la sospensione dei centri determinava anche la sospensione dell’eventuale somministrazione di alimenti e bevande a beneficio dei soci. 

In sostanza dalla fine di ottobre abbiamo alcune realtà sospese che non possono effettuare né servizio a domicilio né asporto e la prospettiva è una chiusura di almeno 5 mesi senza la possibilità di ricevere ristori. Cesenatico, come tutta l’Emilia-Romagna, fonda storicamente parte del suo tessuto sociale e culturale su questi centri che da tradizione agiscono da collante per i piccoli centri e le piccole frazioni e hanno il ruolo di punto di riferimento per i cittadini di tutte le fasce d’età. 

In queste settimane ho raccolto la preoccupazione di numerose associazioni e di singoli gestori di centri ricreativi, sociali e culturali che in questa momento di durissima difficoltà non vengono aiutate e sostenute. Il rischio, altissimo, è che tante di queste realtà chiudano definitivamente portando via con sé patrimonio economico e culturale.

 Credo che sia sotto gli occhi di tutti l’importante funzione svolta dai circoli che va ben oltre il concetto di tempo libero: sono luoghi che creano e mantengono vivi i legami tra le persone e spesso, soprattutto nelle piccole frazioni, rappresentano centri a cui tutta la comunità ruota attorno. Di questi, i circoli con partita Iva, per i quali il “decreto Ristori” ha previsto aiuti economici, sono purtroppo solo una minima parte. 

Riguardo a questo, nel dialogo tra Regione e Governo, credo che vadano posti all’attenzione due temi. Da un lato valutare la possibilità di assimilare i circoli, per la sola attività di somministrazione alimenti e bevande ai pubblici esercizi consentendo almeno l’asporto negli orari previsti dal DPCM e la consegna a domicilio per i soli soci e, dall’altro prevedere ristori per tutti i circoli, anche e soprattutto quelli più piccoli. Consapevole della difficile situazione le chiedo di valutare possibili azioni di aiuto e sostegno a queste realtà importanti per la tenuta del tessuto locale dei piccoli centri.
 

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