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Cronaca

Zainetto con la merenda, cappellino e canti tutti reali per la gita scolastica virtuale dei bimbi

Se a causa del coronavirus la gita scolastica salta, ecco che le maestre s'inventano "la gita virtuale", che non significa solo posizionarsi davanti a un computer

Se a causa del coronavirus la gita scolastica salta, ecco che le maestre s'inventano "la gita virtuale", che non significa solo posizionarsi davanti a un computer per una lezione online ma prevede un particolare equipaggiamento per ricreare la situazione reale: abbigliamento adeguato, capellino e zainetto, la condivisione della merenda e canti durante il percorso. Una volta dentro al museo si prosegue salendo tutti insieme le scale, entrando nelle sale e ascoltando la guida che spiega documenti e bellezze custodite nel museo. L'originale idea, particolarmente apprezzata dagli scolari delle elementari, è venuta al team delle maestre del 3° Circolo Didattico d Cesena, plesso Saffi che, con tanto di appello all'andata e di consegna ai genitori al ritorno, l'hanno effettuata mercoledì al museo della Preistoria di Bologna insieme agli studenti della terza H e terza G.

Appena le maestre hanno mandato l'avviso della gita, con tutte le indicazioni per partecipare, tra gli studenti si è subito scatenata una gran agitazione dettata dalla voglia di partecipare. Così alle 10 di mattina si sono presentati tutti davanti alla fermata "Meet-Saffi" con zainetto in spalla, foglio e penna per prendere appunti, una buona merenda incartata, ma soprattutto tanta voglia di stare insieme. Ad attenderli una vera e propria simulazione della gita, con tanto di maestre con abbigliamento sportivo, intonazione di canti, giochi e indovinelli  e visita con la guida del museo. Finita la visita tutti gli scolari, dopo aver scartato la loro merenda, in un clima più disteso, hanno mangiato e bevuto distraendosi con simpatiche chiacchiere. Poi via di corsa - sempre virtualmente - in pullman per far ritorno a casa. "Nulla va perduto quando lo spirito è quello giusto" affermano le maestre che hanno partecipato alla bella esperienza. Ed è proprio vero: con l'entusiasmo e la creatività si annullano le distanze, si arriva a Bologna senza pullman e, concentrandoci bene, si può arrivare a sentire il calore di un abbraccio anche senza sfiorarci. 
 

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