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Giovane imprenditrice islamica ci mette tutti i suoi risparmi e apre un negozio di veli

Anche le musulmane seguono la moda e non c'è nulla di strano. Ne sa qualcosa Keltoum Kamal Idrissi, una bella ragazza di 24 anni di origini marocchine

Anche le musulmane seguono la moda e non c'è nulla di strano. Ne sa qualcosa Keltoum Kamal Idrissi, una bella ragazza di 24 anni di origini marocchine ma che vive a Cesena da quando ha 14 anni. Dopo essersi diplomata a Ragioneria Keltoum, ha iniziato a lavoricchiare qua e là ma senza trovare nulla di definitivo. Poi, un anno fa, l'illuminazione. Lei, come molte altre musulmane, indossa il velo ed è stato proprio quell'accessorio che ha acceso in lei l'idea di aprire un negozio con stoffe e pashmine di diversi colori, eleganti, moderne, ricercate, traspiranti. Il velo, infatti, visto dal punto di vista della moda, diventa un accessorio che può valorizzare la femminilità e rendere più luminoso il volto.

Partita dal velo, Keltoum è arrivata a occuparsi di tutto l'abbigliamento, e così è nato "Hijab Paradise", il primo negozio di vestiti e accessori per donne musulmane, un vero paradiso per l'eleganza delle ragazze e signore musulmane che tengono alla loro immagine e alla qualità di ciò che indossano. "L'ho aperto insieme alla mia amica Fatija Mouradi - spiega Keltoum - e abbiamo pensato a una città che potesse assicurarci una clientela più vasta. Così abbiamo scelto Bologna". 

Dallo scorso marzo, Keltoum e Fatija, tutte le mattine prendono il treno per Bologna, vanno a lavorare nel loro negozio e la sera tornano a casa. Due vere imprenditrici, con la passione e la serietà richiesta a chi mette in piedi un'azienda che deve funzionare.  "Avevo pochi risparmi e li ho usati tutti - spiega ancora Keltoum - ma sono molto contenta. Sta funzionando abbastanza bene e il bilancio è positivo". 


A chi si rivolge il negozio? 
"A tutti. Noi abbiamo anche una clientela non musulmana. I nostri abiti vengono principalmente dalla Turchia, ma sono abiti che possono portare tutti. Sono maglie lunghe, pantaloni stretti e larghi, gonne, felpe. Abbiamo moltissimi tipi di veli e di pashmine con stoffe particolari - continua l'imprenditrice cesenate - che piacciono molto anche a chi non è musulmano".

Ma la religione dice qualcosa di particolare a proposito dell'abbigliamento femminile? 
"No. E' importante scindere la cultura dalla fede. La religione non dà un codice preciso, c'è solo l'indicazione di coprire il capo. Ma va ricordato che la religione è comunque una cosa privata e se una donna non indossa il velo non significa che non sia musulmana. Magari è più musulmana di un'altra. Il velo lo indossa una persona che ne condivide i valori, ne comprende il significato. Per il resto, restando nella decenza, ci si può vestire come si vuole. Io per esempio amo più i pantaloni della gonna. E così cerco pantaloni di un certo tipo che mi possano piacere e in cui possa stare comoda". 

Il 10 novembre (dalle 14.30 alla Fiera di Cesena) Keltoum, responsabile anche della sezione cesenate dei giovani musulmani d'Italia, sarà protagonista della seconda edizione di TedX cesenate dal titolo "Equilibrium", un evento a cui partecipano personaggi attivi socialmente e con qualcosa da dire perché possano diventare esempi per altri. Keltoum è una di queste. Parlerà di come vestirsi vada oltre la fruibilità dell’abito, ma riguardi innanzitutto il sentirsi bene, non solo con il proprio corpo, ma anche con la propria etica e visione del mondo. Un appuntamento da non perdere. 
 

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