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Tra affreschi e storia, gli studenti ciceroni guidano alla scoperta di un gioiello: Palazzo Romagnoli

A fare da ciceroni saranno sei studentesse del liceo Monti: Martina, Giorgia, Hiba, Alice, Giulia e Maddalena

Entrare in un palazzo storico solitamente chiuso al pubblico e sentirselo raccontare dagli studenti del liceo classico, appassionati dell'arte e della storia della loro città, è un'emozione unica. E' quello che durante questo fine settimana si potrà vivere grazie al Fai Giornate di Primavera. A Cesena sarà aperto al pubblico Palazzo Romagnoli, l'ala dei proprietà della famiglia Porcelli, diretti discendenti dei Romagnoli e l'ala di proprietà di Trevisani. A fare da ciceroni saranno sei studentesse del liceo Monti: Martina, Giorgia, Hiba, Alice, Giulia e Maddalena. 

Ragazze molto preparate e spigliate, capaci di catturare l'interesse di ogni visitatore. La facciata elegante e sobria di Palazzo Romagnoli (originariamente Palazzo Maraldi), non rende giustizia della ricchezza artistica che si trova all'interno. Realizzato alla fine del 1600 da Pier Mattia Angeloni, lo stesso architetto che ha progettato palazzo Ghini, nel 1711 passò di proprietà alla nobile famiglia di Prospero Romagnoli e a metà del 1700 venne ampliato e ristrutturato dal figlio Michelangelo Romagnoli basandosi su particolari "copiati" alla reggia di Versailles.

La Francia, in quel momento, era il punto di riferimento degli architetti più alla moda. E anche nel Palazzo Romagnoli si possono notare vari particolari. Dai ricchi rideaux alle finestre, baldacchini con un tendame pregiato che teneva caldo d'inverno e fresco d'estate (quelli che si vedono sono originali) alle ricche decorazioni di pareti e soffitti con grottesche e allegorie (ci sono le allegorie dei continenti e della vita) ma anche la sala rossa e la sala verde, che prendono il nome dal colore che predomina. 

Il cortile del Palazzo, che a uno sguardo non attento potrebbe passare inosservato, è invece un'opera progettata per esaltare il paesaggio esterno, come se la cancellata diventasse una cornice naturale sulla campagna del 1700. Due giunture arrotondate ai lati, infatti, portano l'occhio di chi si trova al centro del cortile a posarsi inevitabilmente sull'apertura. Le grandi inferriate fatte a mano che si trovano sulla facciata esterna alle finestre del piano terra sono del 1800, secolo in cui si iniziò a progettare la difesa dei palazzi in città. All'interno della Sala Rossa molti libri antichi, libri acquistati durante i viaggi fatti da Michelangelo Romagnoli, e tantissime foto e dipinti. Nella sala verde, come nella parte del palazzo di proprietà di Trevisani, a farla da padrone, invece, sono i dipinti di Giuseppe Milani, uno dei pittori privilegiato della committenza ecclesiastica e privata cesenate.

Infatti la mano di Milani, oltre ad aver affrescato Palazzo Romagnoli, ha operato anche alla basilica del Monte. Un tesoro, quello di Palazzo Romagnoli, messo a serio rischio durante la seconda guerra mondiale. Durante il periodo più duro per Cesena, Riccardo Porcelli, proprietario del palazzo, si rifugiò a Faenza e da lì seppe che la sua casa era stata bombardata più volte. Ritornò subito credendo di trovare tutto distrutto, invece la sorte volle che le bombe cadute sul palazzo restassero inesplose preservando così un tesoro che, ora, grazie al Fai, può essere ancora apprezzato e non solo dai proprietari. 

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