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Giornata del Ricordo, Fdi-An polemica: "Il vicesindaco ha paura di dire 'comunisti titini'"?

Ricci critica l'intervento del vicesindaco di Cesena: "Il parlare, leggendo da un piccolo fogliettino , evitando di pronunciare la parola "comunisti titini", parlando solamente di rappresaglia nazionalista, offende le corde più profonde delle nostre anime"

“In data odierna come FdI-AN ci siamo recati al Giardino delle Vittime delle Foibe, a San Mauro in Valle per onorare e ricordare i nostri connazionali così barbaramente uccisi. Abbiamo presenziato anche all’evento commemorativo ,organizzato dal Comune di Cesena e in silenzio e con rispetto abbiamo ascoltato il breve discorso del vicesindaco Battistini”: a segnalare la propria partecipazione è Patrizia Ricci, responsabile cesenate di Fratelli d'Italia.
 

Che commenta: “La politica non riguarda solo il lato amministrativo,non si può parlare con fervore solo di piazze,di marciapiedi e di tassazioni,la politica è qualcosa di più. La politica , che non deve essere dissonante dall’etica,d eve essere in grado di mettere in evidenza i veri valori di riferimento,attraverso, non giri di parole, ma con l’evidenziazione dei fatti come sono realmente accaduti”.
 

Ricci critica l'intervento del vicesindaco di Cesena: “Il parlare, leggendo da un piccolo fogliettino , evitando di pronunciare la parola “comunisti titini”, parlando solamente di rappresaglia nazionalista, offende le corde più profonde delle nostre anime, lascia amareggiati noi che abbiamo un profondo senso dell’italianità,come valore fondante, noi che proveniamo da quel partito AN che, attraverso l’On.Menia, lottò per avere questo “Giorno del Ricordo”. Constatiamo, con dispiacere ,che queste persone di sinistra, si sono ripulite dei valori di riferimento, che “hanno messo via la terza narice”, come diceva Guareschi, ma che nell’animo sono rimasti quelli che bruciavano la bandiera italiana a Trieste, quelli che alla stazione di Bologna, con le stesse bandiere rosse di Tito, nel 1947, accolsero il”treno della vergogna”, dove su carri bestiami stavano viaggiando , da ore e stipati , come bestie, gli esuli che avevano, come unica colpa,q uella di voler restare Italiani, gli stessi, perchè vincitori,che hanno fatto in modo , per decenni, che non si parlasse e non si conoscesse questa immane tragedia”.
 

Ed infine: “Quello che ci ha fatto molto male è stato anche il fatto che nel Giardino delle Vittime delle Foibe, non ci sia neanche un piccolo cippo, né una targa che ricordi questa tragedia, ma solo un misero cartello che ne indica il nome. Ci siamo proposti noi , come FdI-AN , di provvedere a questa grave mancanza, seguendo comunque l’iter che la legge prevede”.

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