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Giornata Mondiale senza Tabacco, il 24% dei fumatori manda in cenere oltre 20 bionde al giorno

Nell'Ausl Romagna il 51% dei fumatori ha affermato di aver ricevuto il consiglio medico di smettere di fumare ma solo il 42% ci ha provato

Ricorre lunedì 31 maggio, la “Giornata Mondiale senza Tabacco”, mirata a sensibilizzare soprattutto le giovani generazioni, rispetto ai rischi connessi con il fumo di sigaretta e, più in generale, con l’utilizzo del tabacco, che è la principale causa evitabile di malattie, invalidità e morte nei paesi occidentali; è inoltre un importante inquinante ambientale ed è un costo economico e sociale per ciascun fumatore, per la sua famiglia e per tutta la collettività. La scuola, la sanità e il mondo del lavoro sono impegnati da tempo in interventi condivisi volti all’obiettivo comune di prevenire l’abitudine al fumo nei giovani e favorire il trattamento della dipendenza da nicotina (tabagismo). E numerose sono anche le iniziative organizzate in tutta l’Ausl Romagna per tale ricorrenza, e che per la maggior dei casi rappresentano momenti conclusivi di progetti di più ampio respiro, realizzati sui territori dal Dipartimento di Sanità Pubblica, in particolare nelle scuole.

A evidenziare come tali iniziative siano importanti, i dati sull’abitudine al fumo di sigaretta in Romagna: il 30 per cento dei 18-69enni fuma sigarette, stima che corrisponde a circa 225mila persone; il 24 per cento è un ex-fumatore e solo il 46 per cento non ha mai fumato. I dati sul fumo sono in linea con quelli regionali e leggermente più alti rispetto a quelli nazionali. Circa un quarto (24 per cento) dei fumatori è un forte fumatore (20 sigarette o più al giorno); solo il 2 per cento è un fumatore occasionale (meno di una sigaretta al giorno). La prevalenza di fumatori è più alta nella classe 25-34 anni (34 per cento) e negli uomini (34 per cento rispetto al 26 per cento nelle donne). L’abitudine al fumo di sigaretta è più diffusa tra le persone con bassa scolarità e presenza di difficoltà economiche. Nell’Ausl Romagna il 51 per cento dei fumatori ha affermato di aver ricevuto il consiglio medico di smettere di fumare, ma solo il 42 per cento dei fumatori ha dichiarato di aver provato a smettere negli ultimi 12 mesi, pari a una stima di circa 94mila persone; tra questi la maggior parte (78 per cento) ha ripreso a fumare, il 12 per cento non fuma più da meno di sei mesi (cioè è un “fumatore in astensione”).

Nel periodo 2008-15, nella regione Emilia-Romagna, la prevalenza di fumatori appare complessivamente in diminuzione; il calo è più evidente tra le donne nelle classi d’età 18-34 e 35-49 anni, le persone con alta istruzione e quelle senza difficoltà economiche. La distribuzione territoriale dei fumatori presenta leggere differenze, non statisticamente significative, sia nel confronto tra Ausl della Romagna e Regione (rispettivamente, 30 e 28 per cento), sia in quello tra i singoli ambiti territoriali: Ravenna 33 per cento, Forlì 31 per cento, Cesena 27 per cento, Rimini 27 per cento. Circa un quarto dei fumatori associa al fumo almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare: in particolare fuma oltre un terzo delle persone con una patologia respiratoria, un quarto delle persone con una patologia cardiocircolatoria, con ipertensione e con diabete.

Nell’anno scolastico 2015/2016 sono stati proposti dall’Ufficio Educazione alla Salute Progetto Scuole dell’Ausl Romagna in collaborazione con l’Istituto Oncologico Romagnolo i seguenti progetti di prevenzione delle dipendenze e di promozione di stili di vita salutari: “No, grazie! Una scelta consapevole”; “Protagonisti del nostro benessere”; “Paesaggi di Prevenzione”; “Scuole libere dal fumo”. Hanno aderito ai progetti 4 scuole secondarie di primo grado (medie), 273 ragazzi, 15 docenti e 9 scuole secondarie di secondo grado (superiori), circa mille ragazzi e 37 docenti. Alle classi che hanno aderito è stata offerta la possibilità di realizzare laboratori di approfondimento scientifico. Inoltre 55 giovani studenti delle superiori sono stati coinvolti in prima persona in percorsi di educazione tra pari  come promotori di salute e benessere tra i compagni della propria scuola e di alcune scuole medie.

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