Giornata delle ostetriche, "Il Covid anche in sala parto, sostegno alle mamme anche con lo sguardo"

"L’evento Covid è entrato prepotentemente anche nel nostro mondo, la sala parto, imponendoci cambiamenti e regole che all’inizio ci hanno creato difficoltà e timori"

foto Elena Garattoni

Anche quest’anno la Federazione Nazionale degli Ordini delle Ostetriche e gli Ordini professionali provinciali e interprovinciali celebrano la Giornata internazionale dell’Ostetrica che ricorre il 5 maggio. Dal 1991, anno della sua istituzione, a oggi, la professione è stata chiamata ed è chiamata a confrontarsi con nuovi scenari di salute e ad affrontare nuove difficili sfide, come quella della recente pandemia.

"Il 5 maggio è la giornata internazionale delle Ostetriche - afferma Elena Garattoni, ostetrica dell'ospedale Bufalini - che ogni giorno sostengono e guidano le mamme nel loro viaggio verso la nascita. L’evento Covid è entrato prepotentemente anche nel nostro mondo, la sala parto, imponendoci cambiamenti e regole che all’inizio ci hanno creato difficoltà e timori. Abbiamo dovuto ricercare un modo diverso per stare con le mamme e poter instaurare un legame superando la distanza che protocolli, mascherine, cuffie e guanti inevitabilmente creano. Abbiamo compreso che il sorriso è prima di tutto negli occhi e che possiamo sostenere ed incoraggiare anche solo con lo sguardo, che vale più di mille parole. Lo sguardo, insieme ai gesti, alle mani tese con cui superiamo le distanze per dare forza, comprendere e accogliere la nuova vita che nasce. A distanza, ma non distanti, ogni giorno, anche oggi, col sorriso negli occhi".

La celebrazione della giornata internazionale dell’ostetrica rappresenta ormai un appuntamento tradizionale, il 5 maggio di ogni anno, in oltre 50 Paesi. L’iniziativa, partita nel 1951, era nata dalla “necessità globale” di riconoscere il lavoro fondamentale e spesso salvavita delle ostetriche di tutto il mondo e di porre sempre maggiore attenzione ai problemi di salute materna e neonatale.

In questo 2020 l’evento rappresenta l’occasione per ringraziare idealmente tutte quelle professioniste che nell’emergenza Coronavirus hanno dimostrato di saper reinventare il proprio ruolo e modificare le usuali modalità di lavoro in funzione delle nuove esigenze dettate della pandemia.

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