Giornata della Memoria, Cesena ricorda gli ebrei deportati tra il 1943 e il 1944

Il primo appuntamento la celebrazione di lunedì 27 gennaio in Piazza Bufalini

Per mantenere salda la memoria degli eventi passati e per ricordare ai più giovani le atrocità del secolo scorso, l’Amministrazione comunale di Cesena lunedì 27 gennaio, alle 10,30, in Piazza Bufalini, ricorderà le persecuzioni e lo sterminio del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti con la posa di una corona alla lapide dedicata ai concittadini ebrei. Bernard Brumer, Elena Brumer-Rosenbau, Anna Forti, Elda Forti, Lina Forti, Lucia Forti, Diana Iacchia, Dina Iacchia, Amalia Saralvo Levi, Giorgio Saralvo, Mario Saralvo, sono questi i nomi delle donne e degli uomini deportati da Cesena negli anni 1943-1944. Nel corso della cerimonia i bambini e le bambine della Scuola Primaria “Bruno Munari” di Cesena parteciperanno con letture e azioni sceniche. Seguiranno gli interventi delle Autorità presenti e la deposizione di una corona alla lapide apposta sulla facciata esterna del Palazzo del Ridotto.
A questo primo momento commemorativo ne seguiranno altri di carattere culturale. La Giornata della Memoria infatti quest’anno a Cesena sarà celebrata attraverso le diverse arti, dal Teatro al Cinema passando per la pittura. A partire da lunedì 27 gennaio la città ricorderà gli anni bui della Seconda guerra mondiale e gli orrori della Shoah con una serie di appuntamenti aperti al pubblico e rivolti soprattutto ai più giovani.

La memoria per la Shoah non può essere affidata solo all'emozione perché questa svanisce, ma va nutrita con la cultura. Partendo da questo presupposto Cesena avvierà il calendario degli eventi con “È bello vivere liberi!” di Marta Cuscunà, lunedì 27 alle 21 al Teatro “Bonci”. Si tratta di un progetto di teatro civile per un'attrice, 5 burattini e un pupazzo ispirato alla biografia di Ondina Peteani, prima Staffetta Partigiana d'Italia deportata ad Auschwitz N. 81 672, e dedicato a tutti quelli che l’antifascismo l’hanno studiato solo sui libri di scuola, perché anche per loro la Resistenza diventi “festa d’aprile”. Nella stessa serata, al Cinema San Biagio sarà trasmesso “Chi scriverà la nostra storia” (2018) di Roberta Grossman. Ambientato nel novembre del 1940, il film inquadra la storia attraversando le porte del ghetto di Varsavia dove i nazisti rinchiusero 450 mila ebrei e raccontando l’azione di un gruppo segreto composto da giornalisti, ricercatori e capi della comunità, guidato dallo storico Emanuel Ringelblum e conosciuto con il nome in codice Oyneg Shabes (“La gioia del Sabato” in yiddish), che decise di combattere le menzogne e la propaganda dei feroci oppressori con carta e penna anziché con le armi e con la violenza. (Ingresso 5 euro, ridotto 3 euro).

Gli appuntamenti proseguiranno martedì 28 gennaio al Cinema Eliseo con la doppia proiezione alle 8,30 e alle 11 (riservata alle scuole secondarie di secondo grado) del film “Woman in Gold” di Simon Curtis, in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Forlì-Cesena, e al San Biagio alle 15,15 con “Corri ragazzo corri” di Pepe Danquart, che racconta della fuga di un bambino di nove anni dal ghetto di Varsavia (a cura dell’Associazione Auser).

Venerdì 31 gennaio sempre al Cinema San Biagio, nell’ambito di Schermi e Lavagne: il cinema per le scuole, un appuntamento indirizzato agli studenti della  Scuola Primaria (classi quarte e quinte) e Secondaria di Primo grado a partire dalle 9 con la proiezione di “La stella di Andra e Tati” di Rosalba Vitellaro, Alessandro Belli. È questo il primo cartoon che racconta la Shoah attraverso gli occhi di due bambine. Le sorelle Alessandra e Tatiana Bucci, ebree italiane di Fiume, avevano solo sei e quattro anni quando nel marzo del 1944 vennero deportate ad Auschwitz insieme a parte della loro famiglia. Scambiate per gemelle dal dottor Mengele, riuscirono a sopravvivere alla camera a gas e destinate agli esperimenti di eugenetica. Il film racconta la loro storia, intersecando il racconto con quello di una visita di liceali di oggi al lager. Vincitore di numerosi premi internazionali, sarà accompagnato da un programma di corti a tema.

Oltre agli appuntamenti in platea, la Giornata della Memoria sarà celebrata anche dalla mostra “Arpad Wiesz, una storia di sport e di razzismo” in programma dall’8 febbraio all’8 marzo alla Galleria Pescheria a cura di Vincenza Maugeri, direttrice del Museo Ebraico di Bologna, e Carlo Felice Chiesa con tavole grafiche di Matteo Matteucci. Ungherese di nascita, Weisz è stato calciatore e poi allenatore dell'Inter, prima di essere ingaggiato nel febbraio 1935 dal presidente Dall'Ara per risollevare le sorti della squadra rossoblù. Teorico del calcio, vero e proprio genio della tattica, dopo l'allontanamento da Bologna, Weisz riparerà in Francia e poi in Olanda, dove allenerà per il Dordrecht. Sarà infine catturato dai nazisti e scomparirà con la sua famiglia  nel campo di sterminio di Auschwitz. Il 20 febbraio invece al Palazzo del Ridotto, alle 17, si terrà una tavola rotonda sul rapporto tra sporte razzismo, in collaborazione con Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Forlì-Cesena.

Inoltre, per celebrare il “Giorno della Memoria” e non dimenticare gli orrori della Shoah, delle dittature e delle persecuzioni del Novecento, la Biblioteca Malatestiana propone una selezione di saggi, romanzi, film, documentari e fumetti.

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