Lugaresi dà delle "zecche" a due giornalisti, l'Ordine: "Violento e volgare"

“Stupore, sconcerto, amarezza. Queste le prime reazioni di fronte alle dichiarazioni del presidente del Cesena Calcio Giorgio Lugaresi nei confronti di alcuni colleghi della stampa locale”

Giorgio Lugaresi

“Stupore, sconcerto, amarezza. Queste le prime reazioni di fronte alle dichiarazioni del presidente del Cesena Calcio Giorgio Lugaresi nei confronti di alcuni colleghi della stampa locale”: non si seda, nonostante siano passati alcuni giorni di “silenzio”, la polemica dopo la “gaffe” del presidente Giorgio Lugaresi. In un post su Facebook, infatti, Lugaresi ha attaccato con parole piuttosto offensive due giornalisti sportivi cesenati.

Tra le altre, cose, Lugaresi li ha definiti “uomini senza qualità che scrivono sul web, spesso seguiti solo dai loro pari, ma purtroppo alcuni giornalisti con modestissime qualità intellettuali si accodano perché privi di idee dovute alla loro miserevole formazione professionale”. Ed ancora: “sanguisughe che si nutrono di un tozzo di pane”, e infine ironizzando malamente su uno dei due: “Uno non ha uno straccio di lavoro e sta aggrappato lì come una zecca altrimenti si seccherebbe subito”. L'ironia del post su Facebook, poi cancellato alcuni giorni dopo, è che Lugaresi nella parte iniziale chiede rispetto per i cacciatori, per i calciatori, il Cesena Calcio e per gli esseri umani stessi, salvo poi escludere evidentemente da questa categoria i giornalisti che “osano” criticare.

E' vero che in Italia il calcio è totalizzante e quindi una critica rivolta a qualcuno che appartiene al mondo di quel piccolo e magico rettangolo di gioco ha un potere deflagrante quasi equivalente ad una dichiarazione di guerra tra superpotenze, ma è pur vero che parliamo pur sempre di un pallone e di 22 persone in calzoncini che ci corrono dietro. In molti, e noi tra questi, pensano che i problemi siano ben altri e che certi toni non debbano appartenere a persone di una certa età, maturità e ruolo pubblico a meno che non si vogliano iscrivere nel corposo gruppo dei "cattivi maestri".

Scrive, da parte sua in una nota il presidente regionale dell'Ordine dei Giornalisti Antonio Farné: “Le sue parole si commentano da sole, nella loro manifesta violenza, volgarità e insensatezza. Ma sono troppo gravi per non indurre ad una inevitabile reazione. Anche perché non è la prima volta che l'incorreggibile Lugaresi  inciampa in cadute di stile così pesanti nel suo tormentato rapporto con il mondo dell'informazione. Se ne faccia una ragione il presidente del Cesena, la stampa è libera e non rinuncerà mai al diritto di critica, un diritto sancito anche alla nostra Costituzione. E se il tenore delle sue reazioni continuerà ad essere quello appena registrato, allora non potremo escludere la possibilità di portarlo in Tribunale per rispondere del reato di diffamazione e ingiuria all'onore e al decoro di un'intera categoria professionale”.

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“Per quanto riguarda, invece, le inopinate osservazioni sulla formazione professionale dei colleghi, che Lugaresi con la consueta eleganza definisce "miserevole", gli ricordiamo che già da due anni i giornalisti devono ottemperare all'obbligo di legge della formazione professionale continua. Lo stanno facendo in maniera scrupolosa e convinta. Se tra un'offesa e l'altra a chicchessia il presidente Lugaresi riuscisse a trovare il tempo per partecipare ad un nostro seminario di formazione, magari anche dalle sue parti visto che c'è l'imbarazzo della scelta, si renderebbe conto dell'altissimo livello che contraddistingue l’offerta di aggiornamento e preparazione rivolta ai giornalisti dell'Emilia-Romagna. Intanto, noi che siamo persone corrette, oltre alla doverosa e sincera solidarietà ai colleghi vittime dell’invettiva presidenziale vogliamo esprimere i migliori auspici al Cesena perché sul campo riesca a regalare ai suoi tifosi, più che ai suoi dirigenti, le soddisfazioni che meritano”.

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