Giodì, residenti all'attacco: "Continueremo a chiamare la polizia"

Non si placa la polemica con al centro il Giodì. Residenti da una parte e gestore e clienti dall'altra. E' un muro contro muro che va avanti da anni con il solito ritornello

Una delle foto segnalate dai residenti

Non si placa la polemica con al centro il Giodì. Residenti da una parte e gestore e clienti dall'altra. E' un muro contro muro che va avanti da anni con il solito ritornello. I residenti chiedono atteggiamenti civili e nessuno schiamazzo, i clienti, soprattutto universitari, chiedono di divertirsi. Ordinanza dopo ordinanza il Giodì ha chiuso i battenti per poi tornare in auge con un popolo di fedelissimi sempre numeroso. L'interrogativo che molti si pongono è: chi ha dato il permesso di aprire il locale al piano terra di un condominio?

Si pubblica parte di una lettera dei residenti di via Isei che intervengono su quelle che definiscono “problematiche relative alla gestione del bar “Giodì”, in modo che anche il gestore possa comprendere con chiarezza i motivi di ciò che lui chiama “accanimento””.

“Abbiamo sperato che i cori notturni fino oltre le 5 della mattina per più giorni alla settimana sarebbero cessati ad orari più civili; abbiamo creduto che i ragazzi avessero trovato la strada per il bagno all'interno del locale e non di fronte alle nostre abitazioni; abbiamo creduto che giovani ubriachi avrebbero espulso le loro cene all'interno del locale e non di fronte ai nostri ingressi. Ci siamo augurati di poter trovare una zona più pulita, tenuta con più cura e più quieta”.

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“Purtroppo – sottolineano - per tutti noi le cose non sono cambiate, anzi, sono peggiorate. I comportamenti dei ragazzi e del gestore sono dettati, secondo noi, dalla convinzione che “fino a che non ci fanno chiudere facciamo tutto quello che vogliamo, tanto noi non abitiamo qua””.

“Il signor gestore – additano - se vuole continuare la professione dovrebbe recepire con più attenzione le richieste che i cittadini gli espongono da anni, che, in fondo, non sono così impossibili da capire e soddisfare”.

“Noi cittadini di via Isei – continuano - non siamo più disposti a subire le angherie di 300 persone (le cui famiglie evidentemente non hanno loro impartito alcun tipo di educazione) che ogni sera rendono una parte di centro storico invivibile. Continueremo a chiamare le forze dell'ordine ogni volta che ne sentiremo la necessità e ci auspichiamo vivamente che l'Amministrazione comunale ascolti le nostre richieste e si impegni ad applicare la legge, perché l'inciviltà può essere battuta”.

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