Cronaca

Già 200 domande per tenere aperte le fabbriche, ecco le regole della Prefettura e i controlli

La Prefettura stessa ha approntato la modulistica (che è obbligatoria) redatta a seconda dei casi. La scadenza per l'istanza è quella di mercoledì.

Le attività produttive che ritengono di avere i requisiti per restare aperte in base al decreto del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte di domenica scorsa nel quale, come spiegato dal premier, “si rallenta il motore produttivo italiano, ma non lo si ferma”, devono darne comunicazione  alla Prefettura di Forlì, se la sede dell'azienda è nel territorio della provincia di Forlì-Cesena. La Prefettura stessa ha approntato la modulistica (che è obbligatoria) redatta a seconda dei casi. La scadenza per l'istanza è quella di domani, mercoledì.

Come spiega una nota della prefettura stessa, il DPCM 22 marzo 2020 dispone nuove misure sulle attività produttive industriali e commerciali. I titolari legali rappresentanti delle attività produttive interessate dovranno far pervenire, alla casella di posta elettronica certificata prototocollo.preffc@pec.interno.it, utilizzando esclusivamente i modelli pubblicati sul sito istituzionale di questa Prefettura: le comunicazioni relative alla prosecuzione delle attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere dei settori di cui all'allegato 1 del medesimo DPCM e/o dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui all’art. 1 della legge n. 146/1990 (Modello 1); le comunicazioni relative alla prosecuzione degli impianti a ciclo produttivo continuo presenti in provincia, indicando il grave pregiudizio o il pericolo di incidenti derivanti dall'interruzione dell'attività (Modello 2); la richiesta di autorizzazione allo svolgimento delle attività dell'industria dell'aerospazio e della  difesa, nonché delle altre attività aventi rilevanza strategica nazionale (Modello 3). La Prefettura di Forlì-Cesena è competente solo per le attività produttive ubicate sul territorio della Provincia di Forlì-Cesena.

La comunicazione non è un obbligo di tutte le aziende. Infatti “per le attività già espressamente autorizzate dal DPCM 22 marzo 2020, nonché dal DPCM 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo 2020, non è necessario compiere nessun adempimento formale”. In questi due giorni sono pervenute circa 200 richieste in carta libera, quando non erano ancora disponibili i moduli. “Tali comunicazioni – spiega il prefetto Antonio Corona – sono in larga parte carenti nelle informazioni che a noi servono, per questo è necessario che vengano riformulate con i moduli diramati, in quanto in questo modo possiamo avere informazioni coerenti ed omogenee”. Per tali attività verrà dato qualche giorno in più rispetto alla scadenza di mercoledì per completare la comunicazione. Si conta di averle chiuse per venerdì.

Non mancheranno i controlli, anche se si tratta di materie molto tecniche. “E' in corso un'interlocuzione con la Camera di commercio per poterli effettuare”, spiega il prefetto che aggiunge: “Per problematiche nuove ci impegneremo per trovare soluzioni nuove”, facendo capire che le auto-dichiarazioni saranno verificate. “Ricordo che si tratta di auto-certificazioni vere e proprie e quindi si incorre nei reati di falso previsti per le false auto-dichiarazioni”, conclude il prefetto Corona.

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