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Gesturist, si torna in tribunale. Papperini: "Gozzoli prenda posizione"

"Mi aspetto che il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli inizi a spendere qualche parola su questa vicenda e aiuti la Magistratura nel far emergere i fatti che hanno portato alla svendita del patrimonio pubblico"

“Mi aspetto che il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli inizi a spendere qualche parola su questa vicenda e aiuti la Magistratura nel far emergere i fatti che hanno portato alla svendita del patrimonio pubblico con la complicità del PD, il partito a cui appartiene”: è il nuovo attacco che arriva da Alberto Papperini, esponente del Movimento 5 Stelle, sul caso giudiziario della società pubblica Gesturist. Martedì in tribunale a Forlì si tiene una nuova udienza nei confronti dei 5 imputati, tra cui l'ex sindaco di Cesenatico. Martedì come teste ci sarà anche Papperini: “Durante il processo verranno ascoltati gli imputati, i testimoni e i soggetti informati dei fatti. Tra quest'ultimi ci sarò anche io, e confermerò al giudice quanto già denunciato nei cinque anni del mio mandato da Consigliere comunale”.

Nel marzo 2015 il GUP ha rinviato a giudizio cinque persone per il caso Gesturist: Terzo Martinetti, Anna Maria Ori, Nivardo Panzavolta, Giancarlo Paganelli e Roberto Camporesi. Ricorda Papperini: “L’ipotesi formulata è di un danno erariale per oltre 4 milioni di euro a discapito del Comune di Cesenatico. Quattro i capi di imputazione. Su Martinetti, Panzavolta e Ori pende la ricostruzione di una falsa rappresentazione della realtà circa l’esistenza di un preesistente diritto di prelazione dei soci di Gesturist sul patrimonio societario del Comune, procurando un ingiusto vantaggio patrimoniale ai soci non pubblici tramite la clausola sulla prelazione. Paganelli e Martinetti sono accusati, in concorso e nella qualità di incaricati di pubblico servizio, di aver chiesto per Cesenatico Servizi srl nell’ultimo giorno dell’amministrazione Panzavolta, il 31 maggio 2011, la cessione di crediti pro-soluto al Comune di oltre 3 milioni e mezzo di euro, mentre quelli spettanti e poi certificati ammontavano a poco più di 750mila euro”.
 

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