Genitori-figli, il decalogo dell'educazione digitale: "Usate le tecnologie dei vostri figli per capirle"

Se vogliamo evitare che nostro figlio ci chieda di festeggiare il compleanno su internet, bisogna iniziare ad affrontare con serietà e voglia di imparare l'argomento "educazione digitale"

Se vogliamo evitare che nostro figlio ci chieda di festeggiare il compleanno su internet, bisogna iniziare ad affrontare con serietà e voglia di imparare l'argomento "educazione digitale" che, in parole povere, significa tenere sul comodino un manuale su come fare i genitori tra smartphone, tablet e altre diavolerie.  A organizzare un corso per insegnare a genitori ed educatori a come destreggiarsi tra questi strumenti potenti è l'associazione Psichedigitale di Cesena (in collaborazione con il Credito Cooperativo Romagnolo) che, da qualche tempo, ha aperto anche un centro di ascolto al Mercato Coperto. 

I relatori saranno il dottor Elvis Mazzoni, il dottor Michele Piga e il dottore Francesco Rasponi, tutti membri dell'associazione Psichedigitale. Proprio al dottor Rasponi abbiamo chiesto di svelarci alcune raccomandazioni utili per riuscire a iniziare a destreggiarsi in questa selva oscura. Prima di tutto, bisogna ricordare che le tecnologie non sono né buone né cattive - spiega Rasponi - dipende solo da come si usano. Importante quindi conoscerle per gestirle. Se per primi noi non le conosciamo difficilmente daremo consigli utili ai nostri figli. Secondo punto va ricordato che il virtuale fa parte del reale e che le buone regole devono essere usate sia fuori che dentro lo schermo. Terzo: le nuove tecnologie e il vecchio mondo devono integrarsi e non escludersi. Quarto punto, l'adulto deve aggiornarsi e dare l'esempio (quindi è inutile sgridarli di non usare il cellulare a tavolo se noi lo facciamo in continuazione...). Quinto: lo schermo da solo non è un buon maestro. L'adulto deve esserci e dare regole. Sesto, gli schermi vanno introdotti gradualmente in base all'età. Il problema solitamente i genitori se lo pongono verso gli 11 anni quando i loro bambini, a cui magari gli hanno sempre lasciato il cellulare in mano dalla tenera età, iniziano a estraniarsi, isolarsi oppure restare troppo tempo in rete. Le regole vanno date subito e sempre. Impossibile intervenire dopo. Dopo è tardi. Settimo: è necessario saper riconoscere i momenti in cui le tecnologie devono tacere (a pranzo, a cena sono momenti in cui è assolutamente vietato utilizzarle). Ottavo punto: continuare a parlare e confrontarsi sulla vita anche davanti allo schermo. Nono, stimolare a essere creativi davanti allo schermo e non passivi, e ultimo l'educazione che va data ai bambini in ambito digitale deve servire a formare dei cittadini del mondo. 

Insomma, cellulari, tablet, computer e la rete stessa, non sono strumenti che vanno solo demonizzati. Nel giro di vent'anni hanno cambiato la nostra vita, migliorandocela per tanti aspetti, facilitandoci il lavoro e favorendo la comunicazione, ma sono strumenti che, proprio perché sono totalizzanti, vanno comunque saputi gestire con un giusto distacco. Per questo motivo ci vuole un adulto che, sia con l'esempio che con la condivisione di regole, ne gestisca l'utilizzo dei più piccoli. Solo così uno strumento, invece di diventare dannoso, può trasformarsi in un mezzo utile.

Gli appuntamenti sono tre, si terranno tutti alla Sala Assiprov in via Serraglio 18 e sono gratuiti (è obbligatorio iscriversi entro mercoledì 31 ottobre a psichedigitale@gmail.com o 3282128799 - massimo 30 posti disponibili). Gli incontri riguardando i seguenti temi: "Rapiti dallo smartphone. Quando regalarlo e quali regole dare?" (giovedì 8 novembre dalle 20.45 alle 22.30), "Immersi nei videogiochi. Perdita di tempo od opportunità di crescita?" (giovedì 15 novembre dalle 20.45 alle 22.30) e l'ultimo "Passione Social. A quando il vero incontro con l'altro?" (giovedì 22 novembre dalle 20.45 alle 22.30).  

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