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Gatteo sempre più a misura di bimbo: lo dicono Ministero e statistiche

“Il Ministero - commenta il sindaco Gianluca Vincenzi - ha premiato la solida progettualità portata avanti in questi anni per il rinnovamento e la messa in sicurezza delle nostre strutture scolastiche"

 Doppio riconoscimento per il Comune di Gatteo in ambito di politiche per l'infanzia: 230mila per l'edilizia scolastica sono infatti in arrivo a Gatteo grazie al decreto ministeriale firmato nei giorni scorsi a Roma in attuazione alla legge di bilancio 2016. E' stata quindi accolta la richiesta inoltrata dal Comune di Gatteo alla Presidenza del Consiglio dei ministri, nello specifico all’apposita “Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica”.

“Il Ministero - commenta il sindaco Gianluca Vincenzi - ha premiato la solida progettualità portata avanti in questi anni per il rinnovamento e la messa in sicurezza delle nostre strutture scolastiche, valutando positivamente la mole di interventi in fase di realizzazione sia per il plesso di Gatteo Mare che per quello di Sant’Angelo. Gatteo si riconferma “città dei bambini” tanto per le iniziative, lo sport e l’associazionismo, quanto per la qualità di strutture e spazi dedicati alla formazione e al tempo libero dei giovani cittadini. Un investimento consistente che dà frutti sia nell’immediato, agendo sulla qualità di vita delle famiglie, che nel lungo periodo, per crescere uomini e donne di domani a cui non siano mancate opportunità e stimoli”.

E proprio di investimento parla anche la recente ricerca di OpenPolis, che ha visto Gatteo primo comune in Romagna e quarto in Regione per spesa investita nelle scuole materne. Con 107,71 euro a testa (da moltiplicare per i quasi diecimila cittadini residenti) la vivace cittadina romagnola si colloca quindi 135esima in Italia per l’attenzione “tangibile” dedicata ai baby utenti. "Un dato - continua Vincenzi - che dimostra quanto si possa vivere meglio in provincia, in contesti in cui le risorse pubbliche vengono reinvestite per il territorio stesso e la politica locale è vicina alle esigenze dei cittadini”. Schiacciante infatti il confronto con le città più grandi: nessuna realtà italiana con più di 200mila abitanti, infatti, valica il confine dei 100 euro pro capite spesi per le materne, ad eccezione della sola Milano, mentre Torino, Roma e Bologna si assestano a quota 82”. 

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