Rubata in officina la moto di Marco Melandri, ma il piano va all'aria. Forse un furto su commissione

Oltre al suo valore economico, comunque ingente, c'era anche quello collegato alla "fama" di quella moto, dal momento che appartiene al campione ravennate Marco Melandri

Oltre al suo valore economico, comunque ingente, c'era anche quello collegato alla “fama” di quella moto, dal momento che appartiene al campione ravennate Marco Melandri, reduce della recente vittoria in Superbike a Misano. Il ché ne fa un pezzo dall'altissimo valore se piazzato su un eventuale mercato del collezionismo illegale. Ma a mandare all'aria i piani dei ladri è stato l'antifurto-gps installato su un proprio furgone da un ignaro imprenditore che si è visto anch'egli sottrarre il suo mezzo.

Il tutto ha inizio, infatti, quando intorno alle 5 e mezza di mercoledì mattina un imprenditore, che ha un mobilificio a Martorano di Cesena, scopre il furto del suo furgone. Allerta subito le forze dell'ordine, ma grazie ad un'app del suo cellulare si collega con il mezzo e lo localizza fermo a Forlimpopoli. Non solo: grazie all'impianto anti-furto all'avanguardia ne blocca da remoto il motore. Sul posto, per il recupero, si portano subito i carabinieri della compagnia di Meldola, comandata dal capitano Filippo Cini,  in via Comunale Montanara. Il mezzo era nascosto e chiuso a chiave e molto probabilmente i malviventi sarebbero tornati a prenderselo. Probabilmente si sono defilati vedendo le pattuglie che sorvegliavano il territorio nella nottata e hanno atteso che le acque si “calmassero”.

Quando è stato aperto il furgone, la sorpresa: all'interno si trovavano due moto di elevato valore, una  Honda Cbr 1000 Repsol (il cui valore viene stimato in 15-16.000 euro) e una costosa Ducati Panigale (del valore superiore ai 30mila euro). Nel giro di poche ore si è scoperto che le due moto erano state asportate da un'attrezzata officina che si trovava proprio accanto al mobilificio, sempre a Cesena. Il furto del furgone sarebbe stato quindi strumentale al trasporto della refurtiva. Grande sorpresa poi quando  è stato effettuata la ricerca dell'intestatario della Ducati: la potente moto apparteneva appunto a Marco Melandri. 

La moto non reca particolari segni di “personalizzazione”, non è “griffata”, ma tra le ipotesi investigative al vaglio dei carabinieri è che si possa trattare di un furto su commissione nell'ambito dei collezionisti. Proprio il giorno prima, infatti, Melandri avrebbe reso noto su internet la notizia che avrebbe portato la sua potente moto privata in officina. Questo potrebbe aver “solleticato” l'appetito di qualche malvivente. Ulteriori accertamenti sono in corso.

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