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La mente del furto era l'ex dipendente: banda di giovani dietro il colpo al bar

Si tratta di tre giovanissimi: una 24enne di San Mauro Pascoli, un 28enne di Santarcangelo di Romagna ed un 30enne di Poggio Torriana

Dietro il furto al bar c'era la mente di una ex dipendente. Gli agenti dell'Unità Antidegrado (Servizio associato polizie municipali di Cesenatico e Unione Rubicone-mare), al termine di un'articolata attività investigativa, sono riusciti ad individuare i responsabili e a denunciarli a piede libero con l'accusa di furto aggravato in concorso. Si tratta di tre giovanissimi: una 24enne di San Mauro Pascoli, un 28enne di Santarcangelo di Romagna ed un 30enne di Poggio Torriana.

Il furto

Il furto si è consumato nella tarda serata del 6 dicembre scorso. Nel mirino era finito un bar-pasticceria di Cesenatico. Erano circa le 22 quando la pattuglia dell'Unità Antidegrado aveva intercettato intorno alle 22 un'auto sospetta nei pressi della stazione ferroviaria della località rivierasca. In particolare erano stati notati due uomini salire di corsa sulla vettura parcheggiata nelle vicinanze ed avviarsi in tutta fretta: insospettiti gli agenti si sono quindi avvicinati al veicolo ed hanno intimato l'alt. Per tutta risposta il conducente ha accelerato, fuggendo a tutta velocità.

L'inseguimento

E' scattato un inseguimento a sirene spiegate, durato alcuni minuti, nelle strade del centro storico di Cesenatico, durante il quale i fuggitivi hanno effettuato manovre pericolosissime ad alta velocità, senza riuscire però a seminare la pattuglia. I fuggiaschi hanno imboccato una strada senza uscita: qui i due uomini a bordo hanno abbandonato il veicolo, uscendo dall'abitacolo e continuando la fuga a piedi, disperdendosi. Il personale in divisa ha trovato a bordo della vettura un paio di guanti, un passamontagna ed una scatola contenente varie centinaia di euro in contanti che hanno subito capito essere il provento di un furto. L'auto e quanto trovato a bordo è stato sono stati posti sequestro.

Il sopralluogo

Controllando in zona, gli agenti hanno trovato poco dopo trovato la porta del bar socchiusa. E' stata avvisata quindi la titolare, con la quale era stato constatato l'avvenuto furto del fondo cassa, circa 2.000 euro, contenuto nella scatola trovata nell'auto scappata.
Nel frattempo era giunta la telefonata del proprietario della vettura, un santarcangiolese, che ne ha denunciato il furto.

Le indagini

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Federica Messina, hanno avuto subito un indirizzo preciso, dato che la porta della pasticceria è risultata essere stata aperta senza effrazione e che il fondo cassa rubato era occultato in un luogo distante dal banco e dal registratore di cassa che poteva essere noto solo a pochi. Sono stati pertanto profilati tutti i dipendenti e gli ex-dipendenti del pubblico esercizio, dei quali si sono scandagliati i profili sui social network, verificate le amicizie, le frequentazioni, gli alibi. Sono state anche effettuate analisi tecniche sulla vettura e sulla refurtiva, nonchè analisi dei tabulati del traffico telefonico registrato in zona all'ora del fatto, e sentite varie persone.

La banda

Al termine dell'indagine si è così scoperto che il furto era stato organizzato da una ex-dipendente del bar e dal suo fidanzato, già noto alle forze dell'ordine, al quale questa aveva fornito le chiavi della porta (di cui si era fatta una copia). Questi aveva agito con un complice - il proprietario della vettura fuggita - il quale, per "coprirsi" dopo la fuga, aveva poi falsamente denunciato ai Carabinieri di aver subito il furto dell'auto. I tre sono stati denunciati. La refurtiva abbandonata durante la fuga è stata restituita ai derubati.

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