Rubò un'auto alla comunità che lo ospitava: ora è in carcere

L'individuo, già noto alle forze dell'ordine per percosse, lesioni personali, minacce, detenzione abusiva di armi, furto in abitazione, furto con strappo e calunnia, è stato arrestato dai Carabinieri

Ha rubato con un complice un'auto della comunità terapeutica di San Mauro Pascoli dove era ospitato e si è dato alla fuga. Il responsabile, un 25enne di Vasto (Chieti), si trova da giovedì in carcere. L'individuo, già noto alle forze dell'ordine per percosse, lesioni personali, minacce, detenzione abusiva di armi, furto in abitazione, furto con strappo e calunnia, è stato arrestato dai Carabinieri sammauresi in esecuzione ad un'ordine di carcerazione firmato il 14 agosto scorso dal gip di Forlì.

Il furto

Il 25enne è accusato di "furto in abitazione aggravato in concorso", con l'aggravante "di avere commesso il fatto approfittando di circostanze di tempo e luogo tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, agendo in tempo di notte, con abuso di ospitalità". Il giovane era sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali nella comunità di San Mauro Pascoli.

Le indagini sono partite all’inizio dello scorso mese di maggio quando l’uomo, insieme ad un altro soggetto presente nella struttura in quel momento (un trentenne inglese in Italia senza fissa dimora e già noto per altri reati, tra cui anche ricettazione), è riuscito ad appropriarsi delle chiavi di un’auto di proprietà della comunità, che erano custodite all’interno di un ufficio, fuggendo verso sud.

L'arresto

I due vennero fermati in un’area di servizio dell’autostrada A25, nel comune di Pratola Peligna (Aquila), dal personale della Sottosezione della Polizia Stradale, che trasse in arresto l’italiano, denunciando in stato di libertà lo straniero, per false dichiarazioni sulla propria identità personale e furto aggravato. La competente autorità giudiziaria forlivese ha quindi pienamente concordato con le risultanze investigative e le richieste operate dal personale del comando di San Mauro Pascoli, che aveva appunto richiesto la sostituzione del beneficio della misura cautelare alternativa alla detenzione con la custodia cautelare in carcere.

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