Di mattina andava a firmare in caserma, di pomeriggio a rubare: arrestato

Durante un controllo alla stazione, i poliziotti hanno notato un soggetto mentre cercava di nascondersi dietro alcuni cartelloni pubblicitari. Nel farlo ha cercato di disfarsi di un sacchetto

Dopo aver ottemperato all'obbligo di firma presso la caserma dei carabinieri andava dritto in spiaggia a rubare. Aveva colpito negli ultimi giorni sulla spiaggia del Marè, a Pinarella, nella zona di Ponente e nel bagno del camping Cesenatico. Gli agenti del posto di polizia estivo di Cesenatico gli hanno stretto le manette ai polsi alcuni giorni fa nella zona della stazione.

Durante un controllo alla stazione, i poliziotti hanno notato un soggetto mentre cercava di nascondersi dietro alcuni cartelloni pubblicitari. Nel farlo ha cercato di disfarsi di un sacchetto, dentro cui gli agenti hanno rinvenuto quattro smartphone del valore di circa mille euro al nuovo. La polizia si è diretta subito a lui anche perché il soggetto, albanese di 33 anni, era stato arrestato lo scorso anno da uno degli agenti impegnati nell'attività di controllo ed era stato riconosciuto.

I cellulari sono risultati rubati. L'ultimo furto era stato messo a segno nella spiaggia del Mareè, ai danni di una coppia che, in uno slancio romantico, aveva deciso di fare il bagno in mare all'una di notte, lasciando nei pressi vestiti, borse e borselli. I due derubati si erano accorti dell' “ombra” che armeggiava intorno ai loro effetti personali, ma non sono riusciti a prenderlo in quanto il ladro si era allontanato nell'oscurità. Altri colpi sono stati messi a segno, invece, nei giorni precedenti a Pinarella e nella zona di Ponente. Assieme ai cellulari è stato rubato anche del denaro, che tuttavia non è stato ritrovato.

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L'albanese è risultato clandestino in Italia. Non solo: era sottoposto all'obbligo di firma quotidiana, misura coercitiva che evidentemente non era sufficiente a dissuaderlo da compiere altre azioni illegali. Per l'ultimo episodio è stato arrestato per il reato di ricettazione. Agli inquirenti avrebbe spiegato di dormire di notte nella stazione di Cesenatico e che i cellulari li avrebbe rivenduti a conoscenti rumeni che li pagano dalle 50 ai 100 euro a seconda del modello. Dopo la convalida dell'arresto è stato disposto il mantenimento in carcere.

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