Morto in America, Luca è finalmente rientrato a Cesena: fissati i funerali

Le pratiche per il rimpatrio sono state particolarmente lunghe e mentre si attendeva un suo ritorno in meno di un mese, alla fine c'è voluto più di un mese e mezzo

Sono rientrati in Italia, nella sua Cesena, i resti di Luca Fiorenzano, l'uomo morto ad appena 35 anni il 1 gennaio a Miami, in Florida. Le pratiche per il rimpatrio sono state particolarmente lunghe e mentre si attendeva un suo ritorno in meno di un mese, alla fine c'è voluto più di un mese e mezzo. Ad annunciare il rimpatrio e la successiva cerimonia funebre sono stati i gestori della pagina Facebook degli amici di Luca, con circa mille adesioni, che nelle ultime settimane hanno promosso anche una raccolta fondi di beneficenza a suo nome, che ha permesso di ottenere in poco tempo migliaia di euro.

Il funerale di Luca Fiorenzano si tiene sabato 17 febbraio, nella parrocchia di Ronta di Cesena. La partenza del corteo funebre è alle 14,15 dalla casa della mamma Meris in via ravennate 5464 a Ronta. Quindi, una volta raggiunta la parrocchia ci sarà l'ultimo addio al cesenate, con la benedizioni e la tumulazione. 

Lo scopo degli amici è perpetuare il nome di Luca con l'intitolazione di un’area all’aperto attrezzata per lo sport e il fitness, la sua grande passione: è questo che i familiari e i tanti amici di Luca Fiorenzano vogliono realizzare nel nome del 35nne cesenate morto il primo gennaio scorso a Miami, in America. In neanche un mese, grazie alla pagina Facebook “Luca Fiorenzano - sempre nei nostri cuori”, che sostiene questo progetto, sono stati raccolti già seimila euro ed altri si conta di ottenerne tramite ulteriori donazioni. L’appello è anche alle istituzioni locali, per agevolare il più possibile il progetto per quanto riguarda la sua realizzazione dal punto di vista burocratico e amministrativo.

Il messaggio della mamma di Luca

Il “Parco per Luca” è anche il sogno della mamma di Luca Fiorenzano che ha consegnato agli amministratori della pagina Fb un suo toccante ringraziamento, con la speranza di veder perpetuato il nome del figlio attraverso l’intitolazione. Scrive agli amici di Luca sua madre: “Ciao a tutti, sono Meris, la mamma di Luca, mio unico e adorato figlio. Non troverò mai le giuste parole per esprimere il dolore e il vuoto che mi divora dentro dalla sua scomparsa, per una madre tutto ciò che rimane da fare è riuscire a sopravvivere a questo lutto tremendo appigliandosi con gli artigli a una vita che non sarà più la stessa senza lui e che ora è priva di ogni entusiasmo e forza di reagire, mutilata da questo dolore immenso ma con a fianco voi… Una marea di persone che ricordano Luca con affetto uniti per qualcosa di grande. I primi giorni non eravamo al corrente della vostra iniziativa, il tutto è partito da Elisa e Fabio che si sono fatti in quattro per creare un gruppo di raccolta. In poco tempo siete riusciti a fare una cosa grande, stupenda e ci tengo tanto a specificare che non vorrei usare le donazioni per spese funebri , ma come gesto di amore nei suoi confronti da parte di tutti voi , creando qualcosa che lo possa ricordare e rimanga tangibile e indelebile , frutto di un affetto enorme di tantissimi amici, lui ne sarebbe onorato! Il mio desiderio sarebbe un parco in suo onore come quelli che amava frequentare per allenarsi con attrezzi e tutto ciò per allestirlo. Per chi vorrà incontrarlo in un luogo che andrà oltre il suo ricordo e porterà il suo nome .. Per sempre.. Grazie con tutto il cuore da parte mia e di Susy, mia sorella, e un grazie a chi mi aiuterà a rendere possibile tutto questo trovando le giuste vie per rendere realtà un PARCO PER LUCA . un abbraccio a ognuno di voi .. Siete la mia spalla”.

La morte in America

Il corpo di Luca è stato cremato e questo ha dacilitato il rimpatrio delle ceneri, essendo meno critico il trasporto intercontinentale a norma di legge. Luca è morto alle 23.39 del 1 gennaio.  Quella sera del 1 gennaio si sarebbe trovato a casa di una ragazza, sentendo forti dolori e difficoltà respiratorie, tanto che è stata allertata un'ambulanza, il cui personale ha somministrato alcune cure a Luca. Ripresosi, il giovane cesenate avrebbe però firmato per non sottoporsi al ricovero e si sarebbe appisolato sul divano. Solo al rientro dal lavoro della proprietaria di casa, la stessa si sarebbe accorta che quello non era sonno, bensì morte, tanto che si trovava nella stessa posizione di quando se n'era andata. 

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