Addio a Gianpiero Giordani, i volti più noti del Festival del cibo di strada gli rendono omaggio

La chiesa di Santa Maria Nuova in piazza Mazzini, nel centro storico di Mercato Saraceno, non è mai stata così piena. Nemmeno la piazza antistante è stata sufficiente a contenere tutti gli amici

La chiesa di Santa Maria Nuova in piazza Mazzini, nel centro storico di Mercato Saraceno, non è mai stata così piena. Nemmeno la piazza antistante è stata sufficiente a contenere tutti gli amici che hanno voluto dare l'ultimo saluto a Gianpiero Giordani, funzionario di Confesercenti, responsabile territoriale di Slow Food e inventore di tante belle iniziative del nostro territorio, prima tra tutte il Festival del cibo di strada. 

Morto venerdì scorso, 1 marzo, dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo, forse, anche Gianpiero si sarebbe stupito dando uno sguardo a una piazza così gremita e commossa per lui. Ed è un peccato che non abbia potuto rendersi conto di quanto la sua presenza e il suo lavoro, svolto con tutto il mondo dei pubblici esercizi, dai bar ai ristoranti, abbiano lasciato un segno così forte in tutta la comunità e in coloro che hanno avuto a che fare con lui. In prima fila, oltre ai parenti, agli amici di vita, ai colleghi di Confesercenti e alle autorità, anche la "banda" del Festival del cibo di strada, quella strana "famiglia" che nel 2000 Giampiero, con un'intuizione geniale, è riuscito a mettere insieme valorizzando le particolarità di ognuno e inventando un format di incredibile successo.

C'erano Leonardo Torrini, il trippaio di Gavinana (Firenze), Fabio Conticello dell'Antica Focacceria di San Francesco di Palermo, Maurizio Cutropia da Chieti che ha fatto conoscere a Cesena gli arrosticini abruzzesi fatti a mano. Presenti anche marito e moglie del restaurant revolution messicano di Torino. Amici che hanno voluto esserci nonostante la distanza e il lavoro. Perché Gianpiero è stato un uomo unico e speciale. E in tutti quelli che l'hanno conosciuto ha lasciato un segno, un ricordo indelebile, un insegnamento. "Gianpiero è stato un dono prezioso - ha detto il vicesindaco di Mercato Saraceno - Si è sempre adoperato per la sua città e per tutta la valle del Savio. Ha organizzato eventi, valorizzato prodotti, invitato a fare rete per promuovere il territorio e tutta la comunità. Ci mancherà moltissimo". 

E così, uno dopo l'altro, amici e colleghi, dopo la messa, davanti alla chiesa e dopo aver mandato in stereofonia la sua canzone preferita "For ever young" di Bob Dylan, hanno voluto ricordarlo affinché il suo ultimo viaggio fosse più leggero e più allegro. E per finire, come avrebbe voluto lui, tutti a brindare con vino, piadina (quella vera, prodotta nei chioschi di Cesena) e pagnotta di Mercato Saraceno. E chi lo conosce meglio, sa che a un certo punto della cerimonia, con il suo sorriso sereno, avrebbe detto: "Via, non facciamola troppo lunga, beviamo.." 

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