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Il maltempo degli ultimi mesi presenta il conto: 40 frane e 5 milioni di euro

Ammonta a oltre 5 milioni di euro la cifra stimata per i lavori di ripristino e messa in sicurezza delle molte frane – una quarantina solo le più grosse – lasciate in eredità dal maltempo nei mesi scorsi nel territorio dell’Unione della Valle del Savio

Ammonta a oltre 5 milioni di euro la cifra stimata per i lavori di ripristino e messa in sicurezza delle molte frane – una quarantina solo le più grosse – lasciate in eredità dal maltempo nei mesi scorsi nel territorio dell’Unione della Valle del Savio. Di fronte a questa grave situazione i Sindaci dei sei Comuni dell’Unione (Bagno di Romagna, Cesena, Mercato Saraceno, Montiano, Sarsina e Verghereto) hanno inviato venerdì mattina una lettera al Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e all’Assessore Regionale alla Protezione Civile Paola Gazzolo per esprimere la loro preoccupazione e richiamare l’attenzione sulle emergenze del territorio, auspicando che di fronte a questo problema la Regione riesca a profondere lo stesso impegno mostrato in occasione degli eventi alluvionali dell’autunno scorso. La stessa lettera è stata inviata, per conoscenza, ai Consiglieri regionali del comprensorio cesenate.


Spiegano i sei sindaci dell'Unione: “Con la fine della stagione invernale, purtroppo ci troviamo a fare i conti con un territorio notevolmente danneggiato da mesi straordinariamente piovosi. Nei sei Comuni dell’Unione Valle del Savio (ossia Bagno di Romagna, Cesena, Mercato Saraceno, Montiano, Sarsina e Verghereto) ad oggi si contano ancora 42 frane per le quali si rendono necessari lavori di ripristino stradale e messa in sicurezza. Interventi che, ad una stima degli Uffici tecnici, richiedono oltre 5.000.000 di euro per essere realizzati. A questi vanno sommati un numero rilevante (e difficilmente censibile) di situazioni minori, me che necessiterebbero di attenzione in termini di messa in sicurezza del territorio. Com’è facilmente intuibile dai numeri sopra indicati, si tratta di una situazione che non esitiamo a definire emergenziale, per la quale i Comuni, da soli, non sono in grado di dare le risposte che i cittadini coinvolti attendono”.

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