Cronaca

"Notizie bufala" e fine vita: veglia silenziosa in piazza delle Sentinelle

Le Sentinelle, in piedi, nel silenzio, hanno letto un libro "per affermare in libertà e civiltà che non basta approvare una legge per rendere giusta un'azione sbagliata". Non vi sono stati problemi di ordine pubblico

Le "Sentinelle in piedi" sono tornate in piazza del Popolo sabato pomeriggio per  manifestare contro la legge che punisce le notizie false sul web e contro il provvedimento che autorizza il biotestamento. Il movimento di matrice cattolica ha svolto una "veglia" "in difesa della libertà di espressione e della vita". Le Sentinelle, in piedi, nel silenzio, hanno letto un libro "per affermare in libertà e civiltà che non basta approvare una legge per rendere giusta un’azione sbagliata". Non vi sono stati problemi di ordine pubblico.

"Entrambi i ddl portano con sé gravi derive democratiche e antropologiche - viene illustrato dalle Sentinelle cesenati -. Attraverso il ddl sulle “fake news” si continua a perpetrare in Italia il tentativo di “istituire il reato d’opinione”, come da diversi anni si sta cercando di fare “col ddl Scalfarotto sull’omofobia”, colpendo “chiunque diffonda notizie false, esagerate o tendenziose”, punendo addirittura con la reclusione fino a 2 anni se la notizia può “destare pubblico allarme, fuorviare settori dell’opinione pubblica, promuovere campagne d’odio o minare il processo democratico"".

"Chi stabilisce che una notizia sia falsa, esagerata o tendenziosa? - si chiedono le Sentinelle -. O ancora se si tratta di una campagna d’odio o di una informazione volta a minare il processo democratico? E’ evidente che, con l’approvazione di questa legge, non sarebbe per esempio più possibile esprimere opinioni contrarie a temi sensibili come l’aborto, le unioni civili o la legge sul biotestamento che apre di fatto all’eutanasia omissiva. Circa quest’ultimo punto infatti, la legge sulle Dat, approvata alla Camera e ora in arrivo al Senato, renderebbe “disponibile il diritto alla vita”, coltivando l’idea della cosiddetta “qualità della vita volta a determinare se essa sia degna di essere vissuta o meno”, con frutti mortiferi come in Olanda, Belgio e altri paesi europei dove “da eutanasia volontaria si è passati a quella involontaria”. Inoltre nel ddl sulle Dat, “la nutrizione e l’idratazione, cioè dare cibo ed acqua ad un malato” verrebbero equiparati a trattamenti medici, “con la possibilità che questi vengano sospesi”, lasciando morire il paziente non per le cause legate alla sua malattia, bensì di fame e di sete, stravolgendo infine la figura del medico a mero esecutore di volontà".

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