Cronaca

Fontana Masini protetta anche coi sensori, il sindaco: "Non sarà una gabbia che ne impedisce la vista"

Dopo l'ultimo atto vandalico nei confronti della fontana Masini, sindaco e giunta sono al lavoro per mettere a punto una maggior protezione del monumento in piazza del Popolo

Dopo l'ultimo atto vandalico nei confronti della fontana Masini, sindaco e giunta sono al lavoro per mettere a punto una maggior protezione del monumento in piazza del Popolo. "Siamo tutti d'accordo che non vogliamo ingabbiare la fontana per non togliere dalla vista di cittadini e turisti un simbolo molto importante della nostra città - spiega il sindaco Enzo Lattuca - ma è altrettanto chiaro che va trovato il modo di evitare che anche i cittadini che si avvicinano senza nessuna intenzione di danneggiarla possano, in modo involontario, provocare danni. E in questo caso penso a chi si siede sopra per farsi una foto, a chi ci fa camminare il bambino per toccare l'acqua, a chi ci appoggia i bicchieri dopo l'aperitivo. Questo tipo di comportamenti vanno scoraggiati".

Sempre LAttuca: "Per quanto riguarda, invece, chi parte con l'intenzione di danneggiarla e non si preoccupa affatto del suo valore, purtroppo, è difficile fermarlo. Penso che nemmeno una cancellata alta tre metri riesca a fare da deterrente. Quindi stiamo pensando, insieme alla Soprintendenza, di attivare una sorta di dissuasori che, però, non precludano la vista della fontana. Non abbiamo definito ancora nulla, ma, facendo alcune ipotesi, potrebbe trattarsi di una ringhiera bassa che collega gli attuali fittoni che circondano la fontana per evitare che anche i benintenzionati si avvicinino troppo. In questo modo non verrebbe penalizzata la visione ma sarebbe scoraggiato l'utilizzo improprio. E magari si potrebbe studiare anche una specie di fotocellula che appena qualcuno provi a superare la ringhiera faccia scattare una sorta di alert nella centrale operativa della Municipale.  A quel punto la videocamera, che già esiste, renderebbe visibile a chi è di turno in centrale ciò che accade in tempo reale permettendo un intervento tempestivo. E' solo un'idea ma potrebbe funzionare".

Nel frattempo a fungere da buon deterrente c'è il fatto che dopo 20 ore dal fatto vandalico il Comune abbia già un nome e un cognome dell'autore della bravata. Prova concreta che, alla fine, non è poi così facile farla franca. Anzi. "Agiremo su tre versanti - spiega Lattuca - Prima di tutto partirà la sanzione amministrativa direttamente dal Comune per non aver rispettato il Codice della convivenza civile. Poi, una volta quantificati i danni, verranno fatti pagare all'autore tramite risarcimento, e, terza e ultima azione, abbiamo trasmesso tutti gli atti, tra cui anche i fotogrammi registrati, alla Procura della Repubblica che, se riterrà, procederà per il reato penale. Vogliamo che il messaggio giunga chiaro e forte a tutti". 
 

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