Da panchina a cestino dei rifiuti: la fontana Masini "maltrattata"

La fontana Masini è anche il monumento che, insieme al Ponte Vecchio, viene riconosciuto come uno dei più caratteristici di Cesena

Nella foto di Piero Pasini la fontana Masini imbrattata alcune settimane fa

Bella, di grande impatto visivo, la fontana Masini, che ha visto zampillare l'acqua la prima volta nel 1591, più che imponente è elegante. E' anche il monumento che, insieme al Ponte Vecchio, viene riconosciuto come uno dei più caratteristici di Cesena. Ma da qualche anno, vista la maleducazione delle persone che frequentano e utilizzano piazza del Popolo, è oggetto di un degrado che rischia di comprometterne lo stesso valore artistico.

L'amministrazione comunale, proprio in questi giorni, ha voluto metterci un freno facendo una campagna informativa e fissando cartelli indicanti le norme del buon cittadino, ovvero le indicazioni per mantenere e rispettare un monumento così importante. Dovrebbero fungere da deterrenti. Ma quello che viene da chiedersi è se serviranno veramente oppure la gente continuerà a vivere la fontana come qualcosa di scontato e di poco valore? Difficile da dirsi ma del resto cos'altro si può fare? Farne una copia e mettere l'originale in un museo, com'è stato fatto col David di Michelangelo? Recintarla per renderla inavvicinabile?  I monumenti sono parte della città e, come sostiene anche la Sovrintendenza, è importante rendere libera la loro fruizione ai cittadini. E' anche vero che in alcuni casi la fontana Masini più che fruita viene maltrattata.

Sono numerose le persone, a volte anche turisti, che si siedono sopra come fosse una qualunque panchina, o che buttano le sigarette dentro l'acqua o fuori, sulle scale, come fosse un cestino dei rifiuti. Vengono lasciati a terra anche parte di oggetti utilizzati al mercato, come pezzi di grucce per abiti o fazzoletti di carta utilizzati per soffiarsi il naso. Insomma non è sicuramente facile contrastare la maleducazione recidiva da parte di chi non ha un minimo di rispetto e consapevolezza del valore per un monumento così pregiato senza passare ai metodi forti e definitivi (come multe o recinzioni).

L'auspicio è che venga anche apprezzato il fatto che si voglia provare col dialogo. E che grazie alla campagna di informazione la gente si renda conto che la fontana Masini è un bene non così scontato e che potrebbe perdere il suo valore per sempre. Non sarebbe solo una sconfitta per chi ama l'arte ma per tutti i cesenati, incapaci di mantenere e custodire un bene prezioso che prima di tutto appartiene a loro. 

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