Si fingevano tecnici per truffare le agenzie di scommesse: raggiro da 150mila euro

Oltre ai 14 uomini, di età diverse tra i 22 e i 47 anni, è stato denunciato anche il titolare di un'attività di telefonia

Avevano messo a punto un astuto raggiro che ha permesso loro di accumulare ben 150mila euro ai danni di agenzie di scommesse in giro per tutt'Italia. A scoprire la banda sono state le indagini dei carabinieri della compagnia di Cesena, dopo l'ennesimo episodio, in questo caso avvenuto a Sarsina. Circa una ventina le truffe messe a segno di cui alcune anche nel territorio forlivese, secondo il censimento fatto dai militari. In totale sono state denunciate 14 persone, tutti residenti tra le province di Napoli, Caserta e Roma, per i reati di truffa continuata in concorso, falsità materiale e autoriciclaggio.

L'operazione è partita da una denuncia fatta dal titolare di una ricevitoria di scommesse di Sarsina. Il proprietario truffato ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da parte di un presunto tecnico Sisal che segnalava un malfunzionamento, con un blocco del terminale. Il finto tecnico avrebbe quindi fatto fare un'operazione al malcapitato addetto dell'agenzia di scommesse, facendosi in realtà accreditare, tramite questo stratagemma, una somma di denaro. Dopodichè la somma truffata seguiva un percorso contorto per far perdere le tracce della sua provenienza, trasferita su alcuni "conti gioco" di siti di scommesse (per farla sembrare una vincita) e da qui verso carte di debito che permettono il prelievo al bancomat e quindi infine realizzare il contante. La banda avrebbe effettuato numerosi prelievi per un totale di oltre 150mila euro da diversi bancomat di Napoli e Caserta.

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Oltre ai 14 soggetti, di età diverse tra i 22 e i 47 anni, è stato denunciato anche il titolare di un'attività di telefonia. L'uomo, secondo l'accusa, avrebbe attivato diverse sim che sarebbero poi state utilizzate per le telefonate dei finti tecnici, intestandole a persone reali completamente ignare di quanto accaduto. Sui documenti delle sim erano presenti anche le firme, falsificate, degli intestatari inconsapevoli.

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