"Investito dalla mia ex moglie e per 2 anni lontano dalle mie figlie. Vedo la fine del calvario"

La vicenda di un padre cesenate vittima di accuse della sua ex moglie da cui è stato assolto: "A subire i danni maggiori sono i bambini"

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne ha tenuto aperto il dibattito su episodi in cui sono le donne a subire angherie. Un problema gravissimo, ma che purtroppo fa passare in secondo piano altri casi, pure esistenti, di violenza "al contrario" in cui sono gli uomini, spesso anche genitori, ad essere le vittime di guerre scatenate soprattutto dopo la fine dei matrimoni. E se ci sono bambini di mezzo, spesso e volentieri, i Servizi Sociali - squilibrati a favore delle madri - e la lentezza dell'apparato giudiziario finiscono per essere alleati contro la vittima.

Ne è testimone un padre cesenate, che forse vede, dopo diversi anni, la fine del suo calvario. Proprio in questi giorni la ex moglie è stata condannata a 8 mesi di reclusione per lesioni gravi volontarie, per aver tentato di investirlo con la sua auto. "E' stato l'episodio più grave di tutta la vicenda - racconta l'uomo - nel novembre del 2014 mi ha investito con la macchina davanti a scuola di mia figlia, se non fossi riuscito a scansarmi le conseguenze sarebbero state molto più gravi". Ma l'incubo per l'uomo era iniziato ben prima, con l'impedimento di vedere le sue due figlie minorenni per oltre un anno e mezzo. "Tutto è iniziato nel 2013 quando la mia ex moglie ha chiesto la separazione. Da qui è partita una raffica di querele nei miei confronti, la prima per maltrattamenti in famiglia. In realtà fu proprio lei ad aggredirmi e schiaffeggiarmi, tant'è che a maggio per lei è arrivata la prima condanna". 

Il problema è che da quel momento per il giovane padre cesenate inizia un vero e proprio calvario, entra in un circolo vizioso in cui: "Archiviata una querela la mia ex moglie ne presentava un'altra tirando in ballo addirittura mio padre e presunti abusi sulle bambine, contraddetti dai referti medici. Mi ha anche querelato per abuso di mezzi di correzione".  In queste vicende così tristi per i figli minori, come spiega l'uomo ("Le bambine sono state per dieci mesi in una comunità") vengono chiamati in causa anche i servizi sociali. "Nonostante sia stato sempre prosciolto dalle accuse ogni episodio veniva usato  per screditarmi e allontanarmi dalle bambine. Per sette mesi non le ho potute minimamente vedere, poi solo una volta a settimana in spazi protetti". "Una vicenda molto dolorosa - sottolinea il suo legale, Vanessa Pagliarani - andata avanti per diversi anni, in cui il mio assistito è stato prosciolto da tutte le accuse".

"Le archiviazioni dei giudici non possono restituirmi il rapporto con le mie figlie che è stato distrutto. Mi dà fastidio aver letto che eravamo una coppia litigiosa, in realtà io non ho fatto altro che difendermi con tutte le mie forze. In una sentenza il giudice affermò esplicitamente che quelle di mia moglie erano accuse strumentali". 

Il 26 maggio 2015 l'uomo è stato protagonista di una manifestazione davanti al Comune di Cesena per i diritti di tutti i bambini allontanati ingiustamente dai genitori. "Dopo quello che ho passato ho deciso di essere in prima linea per denunciare questo fenomeno in cui a subire sono gli uomini. Lo faccio non tanto per me, ma con l'obiettivo che queste cose non succedano piu. Non so se il mio calvario è finito, ma continuo a battermi per denunciare situazioni in cui sono spesso i bambini a subire i danni maggiori".

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