Fiamme gialle scoprono discarica con otto tonnellate di eternit

La finanzia ha notato i rifiuti in un'area agricola in evidente stato di abbandono: nel complesso circa venti tonnellate di materiale

Maxi sequestro di eternit nella campagna di San Mauro Pascoli. Si tratta di Otto tonnellate di amianto-cemento sparse sul terreno, 13.000 mq di copertura di eternit in grave stato d'abbandono e altri rifiuti pericolosi. A scovarli, scrive l'Ansa, sono stati i finanzieri della stazione navale Rimini che si sono spinti lungo le indagini anche nella zona di San Mauro Pascoli.

All’interno dell’area, sito in via Cagnona 1330, sono stati rinvenuti anche 10.000 rotoloni  e 13.000 metri quadrati di coperture di lana di vetro, anch’essi quasi certamente a base di fibra d’amianto,  8 tonnellate di rifiuti inerti e di legno, una tonnellata tra rifiuti di plastica e pneumatici usati, 4 autoveicoli ed un macchinario per l’agricoltura abbandonati e altri rifiuti derivanti dall’attività di autoriparazione.

I finanzieri hanno perciò proceduto al sequestro dell’intero terreno e dei capannoni ed ad identificare i proprietari e gli eventuali conduttori e a contattare gli uffici del Comune,  apprendendo che, già il 26 giugno scorso, il servizio sanitario Regionale aveva individuato la presenza dell’eternit e aveva richiesto l’interdizione dell’area. Il 3 settembre scorso il Comune di San Mauro Pascoli aveva anche emesso l’ordinanza per l’immediata bonifica dall’eternit attraverso vari metodi possibili (incapsulamento, confinamento o rimozione), richiedendo ai proprietari la presentazione di un piano di lavoro, ma l’intimazione non ha avuto esito.

A fronte di tutto ciò, l’ex insediamento agricolo era diventata una vera discarica abusiva e perciò i militari hanno proceduto d’iniziativa al sequestro di polizia giudiziaria dell’area, sequestro convalidato sabato scorso dal magistrato dottor Fabio di Vizio della Procura di Forlì, e a denunciare il proprietario dell’area suddetta per raccolta non autorizzata di rifiuti, getto pericoloso di cose, crollo colposo di edifici, inottemperanza all’ordinanza del sindaco e per violazioni ambientali causate dall’ingente quantitativo di cemento-amianto in forma friabile derivato dal crollo degli immobili.

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Sono al vaglio dei militari del R.O.An anche le posizioni di coloro che hanno utilizzato l’area, a titolo di conduttori, nel recente passato. 
 

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