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Giovedì, 8 Dicembre 2022
La manifestazione

Festival del Cibo di Strada, si guarda al futuro: "Vogliamo qualcosa di unico nel suo genere, esteso in tutto il centro"

Così Graziano Gozi, direttore Confesercenti Ravenna-Cesena, secondo il quale "fare eventi di richiamo e qualità, in sintonia con le peculiarità e identità del territorio è il modo migliore per valorizzare e aiutare il commercio e la città"

Quella della scorsa settimana "è stata l’ennesima edizione che ha consacrato il Festival Internazionale del Cibo di Strada come manifestazione “cult” per questo tipo di proposta". Così Graziano Gozi, direttore Confesercenti Ravenna-Cesena, secondo il quale "fare eventi di richiamo e qualità, in sintonia con le peculiarità e identità del territorio è il modo migliore per valorizzare e aiutare il commercio e la città".

Il Festival di Cesena - ricorda Gozi - ha radici antiche: quando prese vita, nel 2000, fu la prima iniziativa a valorizzare questo tipo di cucina. Negli anni è cresciuto esponenzialmente, diventando un fenomeno capace di attirare ogni anno 100.000 visitatori provenienti da tutta Italia. Indiscutibilmente, insieme con la festività del patrono San Giovanni, si tratta dell’evento capace di attirare in città il maggior numero di ospiti. Per noi di Confesercenti, che insieme con Slow Food e in sinergia con l’Amministrazione Comunale organizziamo la manifestazione, si tratta di uno sforzo organizzativo straordinario e siamo onorati di consegnare alla città tre giorni di festa capaci di valorizzare Cesena e in particolare il centro storico. Il nostro impegno è teso a fare conoscere Cesena e consegnare un’occasione speciale per le attività commerciali ed i pubblici esercizi. Ci fa piacere, inoltre, che già da diverse edizioni la domenica si svolga un mercato ambulante straordinario perché significa che si coglie fino in fondo l’opportunità anche commerciale che deriva dal Festival. Un terreno su cui lavorare è di una maggior interazione fra organizzazione e commercianti: sono ancora poche le attività commerciali aperte le sere e la domenica del Festival".

"Se la manifestazione è una vetrina per farsi conoscere ed anche per concludere una vendita, occorrerebbe uno sforzo maggiore per cogliere l’occasione che si presenta - prosegue il direttore Confesercenti Ravenna-Cesena -. Tanto più in periodi complessi come quello che stiamo attraversando, è un peccato farsi sfuggire una buona opportunità. Il Festival, fin dalle origini, si distingue perché non è solo somministrazione di quantità ma è anche e soprattutto qualità (grazie ad una rigorosa selezione dei partecipanti) e cultura enogastronomica (grazie agli showcooking, agli Incontri di gusto, alla presenza di giornalisti del settore che visitano e giudicano le delegazioni partecipanti)".

"Con questa edizione abbiamo affiancato ai Cibi di Strada i Giochi di Strada. Ci è sembrata una bella intuizione e ci proponiamo di ripetere questa esperienza - conclude -. Se ne avremo le possibilità, in futuro, vorremmo aggiungere la componente street art (come già fatto in passato): diventerebbe un Festival unico nel suo genere, esteso in tutto il centro e capace di aumentare ulteriormente la sua capacità attrattiva. Fare eventi di richiamo e qualità, in sintonia con le peculiarità e identità del territorio è il modo migliore per valorizzare e aiutare il commercio e la città".

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