Cibo di strada, Gozi (Confesercenti): "Cambieremo l'evento". Ecco come ampliare gli spazi

Partire con un confronto per dare maggiore respiro e spazio ad una manifestazione che è evidente che ormai non può essere contenuta solo in piazza della Libertà: è realista Graziano Gozi, direttore della Confesercenti cesenate, il soggetto organizzatore del Festival del Cibo di Strada

Graziano Gozi (Foto Davide Sapone)

Partire con un confronto per dare maggiore respiro e spazio ad una manifestazione che è evidente che ormai non può essere contenuta solo in piazza della Libertà: è realista Graziano Gozi, direttore della Confesercenti cesenate, il soggetto organizzatore del Festival del Cibo di Strada. Per l’edizione 2014 il pubblico in tre giorni ha raggiunto i centomila visitatori, un risultato notevole e buon indice di gradimento di questa che è diventata la manifestazione più attrattiva di Cesena. Ma ora si apre il fronte del miglioramento dei servizi dell’evento.


Gozi, le lamentele sono state diverse: file eccessivamente lunghe, mancanza di posti a sedere, impossibilità di mangiare tranquilli nella calca…
“Quest’anno il Festival è andato oltre ogni più rosea previsione e questo è un risultato di pubblico importante. Sono i problemi di “troppo successo”, dispiace a tutti una fila di trenta metri davanti alle casse. Come cliente anche io avrei avuto una reazione di protesta e chiederei più efficienza. Ma come organizzatore vorrei anche far capire che si tratta di una macchina molto complessa. Con tali presenze di pubblico, se l’aspettativa è di non fare coda come al ristorante, non riusciremmo a soddisfarla neanche con duecento casse. Ci sono aspetti che si possono migliorare, ma non eliminare del tutto”.


Il problema numero uno è la mancanza di spazio.
“Ci sono aspetti da ottimizzare e uno di questi è lo spazio. Al di là delle file, è giusto che una volta comprata la pietanza, una persona  abbia la possibilità di gustarsela in pace. Bisogna migliorare gli spazi. Già quest’anno è stato un tentativo riuscito l’occupazione della vicina piazza del Duomo.


A quali spazi nuovi pensa?
“Premetto che non c’è stato alcun confronto col Comune e che è un discorso ancora tutto da vedere. Il nostro desiderio è di mantenere la manifestazione in centro, magari aggiungendo altre piazze vicine a piazza della Libertà, come la piazzetta del Bonci e piazza Almerici. C’è chi dice ‘Piazza del Popolo’, rispondo ‘Vorrei ma non posso’, perché sappiamo che salterebbero uno, se non due, mercati ambulanti. Qui è il Comune che deve valutare. Altrimenti cambiare tutto e andare in zona ippodromo, dove si potrebbe tenere tutta assieme la manifestazione e ci sono parcheggi e servizi. Deve essere un ragionamento a 360 gradi”.


Perché solo piazze? Non si può pensare ad una manifestazione lungo uno o più corsi?
“Ci tengo a sottolineare che non è una fiera, ma una manifestazione che punta alla qualità dei cibi offerti. Una delle condizioni è che i cibi vengano cotti al momento e per fare questo vengono allestite vere e proprio cucine. Se non concentriamo in una piazza non ce la faremmo dal punto di vista tecnico, per esempio gli spazi adeguati per le cucine e portare il gas a tutti gli stand”.


Si è anche detto che non c’è solo cibo di strada, ma anche prodotti, come la carne, che si può mangiare solo con le posate e quindi serve un appoggio, mentre i tavoli non ci sono.
“La gran parte dell’offerta è di cibo di strada. Poi ci sono specialità, come per esempio i Mangiamaccheroni, che sono spaghetti, che nella tradizione del posto si dovrebbero mangiare con le mani, ma capisco che da noi vanno serviti con la forchetta. Anche io li chiederei così. Il problema dei posti a sedere può essere ridotto, ma non potrà mai essere del tutto superato”.


Insomma, ci sono aspetti da rivedere.
“Sì, abbiamo inteso che il pubblico ci segnala un problema logistico-organizzativo e lo terremo presente. Abbiamo un anno di tempo per confrontarci e rivedere l’organizzazione. Anche eventualmente due anni, dal momento che l’edizione dell’anno prossimo sarà solo con le specialità regionali (con un richiamo turistico minore)  e che l’aggiunta delle specialità internazionali avviene con cadenza biennale”.

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