Fatù non è più sola: alla ragazza in terracotta sul balcone si affianca un'amica

Stiamo parlando di Fatù, la ragazza di terracotta patinata che si sporge dal terrazzo dello studio dello scultore cesenate, conosciuto in tutto il mondo

Da un po' di anni è una star, amata e fotografata da tutti. Il rischio è che la gente non la guardi più. Per questo motivo, al suo autore, lo scultore Leonardo Lucchi, era quasi venuta la voglia di sostituirla, ma alla fine non ne ha avuto né il coraggio né il tempo. Stiamo parlando di Fatù, la ragazza di terracotta patinata che si sporge dal terrazzo dello studio dello scultore cesenate, conosciuto in tutto il mondo. La ragazza di Lucchi è un personaggio familiare per i cesenati: da Piazza del Popolo basta alzare lo sguardo per vederla affacciata elegantemente al suo terrazzino, con lo sguardo teso verso piazza Albizzi. Pur essendo sfacciatamente svestita non è un'immagine per nulla volgare. Anzi, lo sguardo dell'osservatore non può fare a meno di notare la sicurezza e la disinvoltura che dimostra nell'afferrare il parapetto del terrazzo. Sembra che, dopo essere sgattaiolata fuori dal suo letto, si stia assicurando che stia arrivando la persona attesa. 

Ma da qualche settimana a Fatù si è aggiunta un'amica. Ora non è più sola a quel balcone. C'è un'altra ragazza, una complice delle sue serate cesenati. "Volevo cambiare qualcosa - ha spiegato Leonardo Lucchi - anzi, in realtà volevo cambiare la ragazza che da qualche anno è sul terrazzo perché ormai è strafotografata da tutti. Ma alla fine le ho fatto solo un'amica che, però, in verità, non so se la lascerò lì anche dopo l'estate". Lucchi, infatti, non è convinto della sua ultima donna al balcone perché dalla piazza, secondo lui, si vede troppo la schiena e poco il volto. La ragazza, infatti, dà la schiena alla piazza e non si vede in faccia. E' come se fosse rivolta a Fatù e parlasse con lei. Tutti forse non sanno che Lucchi ne ha fatte altre di ragazze affacciate al balcone, ma entro pochi mesi le ha vendute tutte e quindi i cesenati non hanno avuto tempo di affezionarcisi. Fatù, invece, è stata realizzata anni fa su modello di una ragazza senegalese che si chiama, per l'appunto, Fatù e, pur essendo stata venduta anche lei, Lucchi ha deciso di lasciarla lì. Come ha fatto? Praticamente ha sostituito il bronzo originale (acquistato da un cliente per collocarlo su una terrazza di San Gemignano con lo sguardo verso Colle di Val D'Elsa) con la terracotta patinata, il calco per realizzare il bronzo. Così l'immagine di Fatù non si è persa ed è entrata a far parte della comunità cesenate a tutti gli effetti.  

"Il lavoro, fortunatamente, in questi anni è aumentato moltissimo - conclude Lucchi - e così non mi è rimasto tanto tempo da dedicare alle mie passioni e alle figure del mio studio. Spesso mi verrebbe voglia di cambiare le immagini che si vedono dall'esterno del mio laboratorio ma non ho tempo di farlo".  A conferma di questo Lucchi racconta che le sue sculture, in gran parte composte da figure di ragazze ma anche di acrobati e cavalli, più di una volta hanno solcato oceani e volato su aerei per raggiungere i loro acquirenti. Ce ne sono a Nuova Delhi, a Chicago,  addirittura nelle distese australiane, dove anche l'incognito diventa meno enigmatico se ad accompagnarlo è un'opera d'arte realizzata da un uomo.

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