Famiglini (Pli): "Il sistema di difesa costiero sta diventando inefficace?"

"Riteniamo che gli enti competenti dovrebbero riaprire il dibattito sullo stato del nostro litorale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

La recente tempesta marina che si è abbattuta lungo la riviera romagnola ha nuovamente messo in luce le carenze strutturali del sistema di difesa costiero del litorale di Cesenatico. Il meccanismo delle porte vinciane, essendo collocato troppo a monte rispetto l'imboccatura portuale, non protegge i locali ubicati lungo i moli guardiani i quali rappresentano quei pochi elementi che, a seguito dell'innalzamento delle sponde del porto canale nel centro storico, sono effettivamente caratterizzati da un grave rischio di allagamento. L'eventuale scelta di collocare uno sbarramento mobile idoneo e a prova di insabbiamento nei pressi dell'imboccatura del porto canale avrebbe indubbiamente comportato un vistoso aggravio dei costi dell'intera opera perché avrebbe costretto i progettisti a rivisitare integralmente la struttura dei moli guardiani stessi, tuttavia tale scelta avrebbe reso l'intero progetto più razionale mettendo in piena sicurezza l'intera asta portuale ed evitando che l'attuale ubicazione delle porte vinciane potesse produrre sia un aggravamento del fenomeno dell'erosione dei moli guardiani che un aumento della probabilità di allagamento dei locali adiacenti. Allo stesso modo non è chiaro per quale motivo, pur collocando le porte vinciane nella posizione odierna, non siano state comunque previste nel progetto delle misure di protezione fisse a beneficio dei locali posti all'esterno delle due paratie mobili. Parimenti la spiaggia è stata flagellata dalle onde costringendo i soggetti pubblici e privati interessati dalle conseguenze del fenomeno a prevedere in un prossimo futuro necessarie opere di ripascimento. Il problema dell'erosione dell'arenile, nelle sue dimensioni attuali, possiede in gran parte un'origine antropica. L'eliminazione della primordiale duna sabbiosa, la diminuzione dei materiali sedimentari scaricati dai corsi d'acqua, le opere portuali, un'eccessiva urbanizzazione nonché il fenomeno della subsidenza rappresentano le principali cause che hanno fatto che si che in pochi decenni Cesenatico subisse un vistoso arretramento della linea di riva. Il sistema di scogliere posto di fronte al nostro litorale ha calmierato notevolmente il fenomeno non senza tuttavia creare paralleli effetti collaterali. L'importanza economica della nostra spiaggia, il relativo dissesto idrogeologico che la caratterizza, i periodici costi sostenuti per il suo ripristino nonché i danni prodotti dall'ingressione marina negli stabilimenti balneari e negli edifici limitrofi ci dovrebbero imporre una seria riflessione sulle azioni finora promosse per la difesa del nostro litorale marino. La politica intrapresa a livello regionale relativa al mero ripascimento periodico dell'arenile rappresenta la migliore soluzione possibile? Noi riteniamo che gli enti competenti dovrebbero riaprire il dibattito sullo stato del nostro litorale studiando interventi di carattere innovativo che da un lato siano orientati al ripristino della duna sabbiosa e della relativa vegetazione laddove sia ancora possibile farlo, come, ad esempio, nella zona di Ponente, e che dall'altro prevedano la realizzazione di opere civili che affrontino le problematiche correlate al sistema di scogliere esistenti ed individuino delle strategie atte a far si che i tratti di litorale maggiormente vulnerabili possano godere di opportune protezioni accessorie.

Axel Famiglini
Segretario comunale del P.L.I. Cesenatico
Segretario provinciale del P.L.I. Forlì-Cesena

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