Famiglia con bimbi sfrattata dorme in tenda: "Scelta gravissima dei genitori, ne risponderanno"

" Servizi sociali e volontariato costituiscono ancora una risorsa capace di sostenere davvero chi non ce la fa da solo. A patto, naturalmente, che tutti vogliano attivamente collaborare. A nulla serve il semplice pretendere e rivendicare"

Famiglia sfrattata e costretta a dormire in tenda, con due bambini di 4 e 6 anni? Dopo la denuncia dello Sportello Anti-sfratto del Comitato di Difesa Civica, arriva l'altra versione, quella del Comune, che in sostanza difende il suo operato, addebitando alla famiglia sfrattata diverse mancanze. Spiegano in una nota il Sindaco Paolo Lucchi e l'Assessore ai Servizi per le persone Simona Benedetti: “Come recentemente sottolineato parlando di case popolari, anche nella nostra città si stanno evidenziando disagi ripetuti sul fronte della casa. Da tempo, del resto, l'Amministrazione comunale sta diffondendo i dati relativi agli sfratti esecutivi (oltre 500 nell'ultimo anno) e l'impegno che i servizi sociali prestano quotidianamente per sostenere le famiglie che devono affrontare questo problema”.

Il Comune spiega che c'è stato un impegno  dei servizi sociali “anche nel caso della famiglia che nella giornata di ieri ha ricevuto la visita dell'ufficiale giudiziario”. Quindi la nota del Comune: “Per correttezza nei confronti di tutti i cittadini, per il rispetto dovuto agli operatori sociali che hanno cercato di trovare con la famiglia sfrattata una soluzione, crediamo necessario fornire alcune informazioni che ristabiliscano in maniera più corretta la storia di questo sfratto”.

Sempre la nota: “La famiglia, di origine straniera - padre, madre e due bambini – vive da circa dieci anni in un alloggio di proprietà dell'Opera Don Dino in località San Carlo. La madre ha sempre lavorato, percependo il relativo stipendio. Tanto è vero che nel corso di questi anni hanno spesso effettuato a proprie spese viaggi nel paese di origine. Nel corso degli anni di permanenza presso l’appartamento, il nucleo ha accumulato un debito di migliaia di euro dovuto al mancato versamento dell’affitto. Dal 1998 la famiglia si appoggia regolarmente alla Parrocchia di S. Carlo e alla Caritas di San Vittore. I tentativi della proprietà in collaborazione e in accordo con i Servizi sociali, finalizzati a definire insieme alla famiglia un piano di rientro del debito, non hanno mai trovato riscontro”.

“Ci preme sottolineare che, come in tutte le altre gravose situazioni di sfratto che i servizi affrontano, anche in questo caso alla famiglia è stata prospettata nelle scorse settimane una soluzione temporanea che mettesse in protezione  i minori e la madre: un temporaneo inserimento in comunità, cui far seguire da parte del padre il reperimento di un nuovo alloggio e l'assunzione di un necessario atteggiamento di responsabilità nei confronti della propria famiglia”

Quindi la bacchettata del Comune ai due genitori, che hanno installato una tenda nel giardino dello stesso stabile di via San Carlo da cui sono stati sfrattati: “La scelta di far trascorrere la notte ai propri figli in una situazione molto precaria, come quella di una tenda in giardino, è un atto gravissimo, che richiama alle responsabilità genitoriali che come adulti/genitori si è tenuti a tenere sempre nelle azioni che si intraprendono e di cui ci si assume le conseguenze di fronte ad ogni autorità competente”.

Ed infine: “Ci preme ribadire che ci è nota la situazione di impoverimento e precarietà in cui versa un numero crescente di famiglie ma che, a tutt'oggi, Servizi sociali e volontariato costituiscono ancora una risorsa capace di sostenere davvero chi non ce la fa da solo. A patto, naturalmente, che tutti, a iniziare dalle famiglie, vogliano attivamente collaborare assumendosi ogni responsabilità possibile. A nulla serve il semplice pretendere e rivendicare”.

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