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Mercoledì, 22 Marzo 2023
Cronaca

Fabbri (Verdi): "Un altro abbandono irresponsabile di amianto"

"Chiediamo al Comune di Cesena la predisposizione di un piano di valutazione sullo stato di conservazione dei materiali contenenti amianto e di risanamento del territorio"

Davide Fabbri torna alla carica: "Sono nuovamente a segnalare un pericoloso e sciagurato abbandono di lastre in cemento-amianto (coperture di eternit), lungo l'argine del torrente Pisciatello, nei pressi della pista ciclabile Cesena-Macerone, pista ciclabile parallela alla Via Cesenatico, nella zona tra i confini delle frazioni Ponte Pietra e Villa Casone, circa 20 metri a est del civico Via Rubicone 1440".

"Va dato merito alla sensibilità civica di un cittadino - aggiunge -, che già da diversi giorni ha predisposto una segnalazione-esposto, già inviata agli Enti competenti alla bonifica dell'area inquinata da rifiuti pericolosi; tale necessaria bonifica non è ancora avvenuta. Agli Enti competenti alla bonifica – Comune di Cesena, Hera e A.Usl – rinnoviamo l'appello e chiediamo la l'indispensabile bonifica dell'area".

"Colgo l'occasione per rammentare che la campagna di sensibilizzazione avviata dal Comune di Cesena contro gli abbandoni dei rifiuti è giustissima, ma se non si fanno le bonifiche, tutto perde di valore. Chiediamo al Sindaco di Cesena un ulteriore impegno: l'Assessorato all'Ambiente è in possesso del censimento-mappatura delle strutture contenenti amianto del territorio comunale; sono ben 5.400 i siti cesenati contenenti amianto: coperture di aziende produttive, coperture di allevamenti, tetti di abitazioni, tettoie.
Il Comune di Cesena deve impegnarsi maggiormente a promuovere gli interventi necessari per la sua rimozione regolare o messa in sicurezza, per eliminare i rischi per la salute connessi alla inalazione di fibre che si possono liberare nell’ambiente quando l’amianto si presenta in forma friabile".

"Chiediamo al Comune di Cesena la predisposizione di un piano di valutazione sullo stato di conservazione dei materiali contenenti amianto e di risanamento del territorio, per eliminare gradualmente la presenza di amianto pericoloso nell’ambiente, dando priorità agli interventi di bonifica ritenuti più pericolosi per la salute; occorre dare priorità ad interventi di bonifica nei confronti di quei siti che hanno la capacità di emettere fibre di amianto inalabili, con presenza cioè di amianto degradato e friabile (sfaldamenti, crepe, rotture, affioramenti di fibre alle superfici)".

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