Fabbri: "Lavori per i capanni di pesca privati coi soldi pubblici della protezione civile"

Una spesa di circa 46mila euro, effettuata in occasione dei lavori di messa in sicurezza idraulica del Porto Canale di Cesenatico, è finita nel mirino dell’attivista politico Davide Fabbri

Una spesa di circa 46mila euro, effettuata in occasione dei lavori di messa in sicurezza idraulica del Porto Canale di Cesenatico, è finita nel mirino dell’attivista politico Davide Fabbri, che ha ricostruito la vicenda lamentando che il Consorzio di Bonifica, titolare dei lavori per conto della Regione, avrebbe finanziato delle opere finalizzate a capanni di pesca privati nell’appalto relativo al rinforzo degli argini lungo cui sono disposti. “A carico della collettività, sarebbero stati utilizzati e contabilizzati a carico del finanziamento pubblico, risorse economiche pubbliche per eseguire e spesare lavori di privati concessionari di capanni da pesca, privati che avrebbero dovuto accollarsi per intero gli oneri dei lavori realizzati”, rileva Fabbri. I lavori, sempre secondo l’attivista politico, sarebbero stati fatti abusivamente, in assenza delle autorizzazioni edili.
“Nello specifico, i lavori contestati fanno riferimento a demolizione e ricostruzione di sei capanni da pesca (manufatti di proprietà privata), in mano a privati concessionari, lungo gli argini del canale consortile Mesola del Montaletto a Cesenatico”, dice Fabbri.

I lavori sono avvenuti per consentire un adeguamento delle sezioni del canale dal rischio di esondazioni del Porto Canale di Cesenatico. In particolare Fabbri punta il dito contro i lavori di “riposizionamento dei capanni da pesca su palificate di nuova realizzazione a cura del Consorzio di Bonifica della Romagna”. I lavori dell’intera messa in sicurezza idraulica nel forese di Cesenatico sono stati affidati al Consorzio di Bonifica Savio e Rubicone (oggi Consorzio di Bonifica della Romagna) per un importo complessivo dell'intervento, finanziato dal fondo nazionale e regionale di protezione civile, pari a oltre 12 milioni di euro, alcuni anni fa.  Di questi, 46.800 euro sarebbero stati spesi per le palificazioni di sostegno dei sei capanni.
“La Regione Emilia-Romagna recentemente è intervenuta – dice Fabbri -. Lo ha fatto timidamente e in grave ritardo rispetto alle interrogazioni di consiglieri regionali di minoranza (Foti e Alleva) che avevano segnalato l'accaduto, e rispetto ad ulteriori segnalazioni di personale interno al Consorzio di Bonifica della Romagna.  La Regione ER infatti ha richiesto al Consorzio di Bonifica la restituzione di finanziamenti pubblici irregolarmente stanziati. E' la determinazione dirigenziale n. 14585 del 18 settembre 2017, che ha per oggetto il recupero di somme erogate e non dovute al Consorzio di Bonifica della Romagna. Il Consorzio di Bonifica aveva pagato irregolarmente una fattura (la numero 104 del 30 giugno 2010) di 46.800 euro per quanto riguarda la realizzazione di palificazioni di sostegno per 6 capanni da pesca concessionati a soggetti privati, siti in canale Tagliata a Cesenatico. Si legge nella determina regionale: "Non essendo la realizzazione delle palificazioni tecnicamente funzionali al consolidamento del corpo arginale facente parte dell'opera pubblica oggetto del finanziamento; pertanto la somma di 46.800 euro non risulta correttamente imputata all'intervento". La Regione pertanto ha ritenuto necessario procedere al recupero della somma pari a 46.800 euro, già erogata al Consorzio di Bonifica della Romagna a copertura della già citata fattura n. 104 del 2010”.

“Dopo aver restituito i soldi alla Regione, è possibile che quelle somme verranno poste a carico dei contribuenti che versano annualmente tributi di bonifica? E' possibile che quelle somme verranno poste a carico della collettività, prelevando le risorse economiche dal proprio bilancio ordinario?”, si domanda Fabbri.
 

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