Il cantiere sull'ex Tiberina non parte, Baccini: "Inaccettabile il rinvio dei lavori"

Il sindaco di Bagno di Romagna Baccini: "Ma impugnare il provvedimento della Soprintendenza allungherebbe ancora di più i tempi"

L'amministrazione comunale di Bagno di Romagna ha risposto per iscritto ad un'interrogazione del gruppo di minoranza “Insieme per il Futuro”, che chiedeva di impegnarsi per superare i ritardi all’avvio del cantiere per il ripristino della strada statale ex 3bis Tiberina, anche attivando un’impugnazione del provvedimento con il quale la Soprintendenza di Siena, Arezzo e Grosseto ha chiesto approfondimento archeologici.

 Il sindaco di Bagno di Romagna ha ribadito "tutta la preoccupazione dell’Amministrazione ed il carattere inaccettabile del rinvio dei lavori causato da richieste di approfondimenti archeologici da parte della Soprintendenza, ciò che peraltro ha manifestato anche pubblicamente e nelle comunicazioni ufficiali agli enti competenti".

"L'amministrazione - ha spiegato Baccini - ha cercato di essere pronta e presente su ogni aspetto connesso alla chiusura della E45, sia riguardo al cantiere sul Ponte Puleto, che alla riapertura della ex 3bis Tiberina, alla viabilità alternativa e sino a tutto il tema del sostegno agli studenti ed alle famiglie ed alle imprese locali. Nello specifico della ex 3bis Tiberina, fin dall’origine della chiusura del Ponte Puleto, insieme agli altri Sindaci dei Comuni limitrofi ed in particolare al Sindaco di Cesena, al Sindaco di Sansepolcro ed al Sindaco di Pieve Santo Stefano abbiamo avviato una fitta interlocuzione a mezzo della quale è stato possibile riportare il tema della riapertura sul tavolo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Anas e di accordarne la soluzione con la previsione di un cantiere ad hoc e relativi stanziamenti di risorse".

 "Come sapete, tutti i passaggi sono stati effettuati, ma il sopraggiungere delle richieste della Soprintendenza ha bloccato l’avvio concreto del cantiere. Anche in questi giorni - ha precisato Baccini -abbiamo collaborato con il sindaco di Pieve Santo Stefano, che rappresenta l’Istituzione territorialmente competente a trattenere i rapporti con i vari Enti, per sollevare tutte le necessità di dover risolvere celermente questa situazione di stallo al fine di avviare il cantiere il prima possibile".

Sull’opportunità di impugnare il provvedimento a mezzo del quale la Soprintendenza richiede indagini ulteriori e propedeutiche all’avvio del cantiere, "occorre precisare una serie di aspetti che inducono a soprassedere da una eventuale impugnativa, ovvero, fra le altre, che le richieste della Soprintendenza sono comunque legittime e che, se confermate, non dovrebbero richiedere operazioni di durata superiore a qualche mese. Alla luce di queste seppur brevi circostanze una impugnativa avrebbe come esito certo quello di allungare ulteriormente i tempi, con il rischio di un esito negativo dell’impugnazione e quindi della persistenza del problema, ciò che sarebbe ancor più grave e dannoso per le nostre comunità".

 Il sindaco, inoltre, ha ricordato che nei prossimi giorni verranno pagati i contributi assegnati a cittadini ed imprese che hanno partecipato al bando per la distribuzione della somma di 500.000 euro messa a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna e contemporaneamente stiamo lavorando insieme alla Regione stessa per organizzare la gestione del contributo di  4.600.000 euro messo a disposizione dal Governo.

Baccini, infine, ha chiuso la risposta cogliendo l’occasione per chiedere di poter conoscere puntualmente cosa sia stato fatto dal 2004 al 2014, periodo amministrato dall’attuale capogruppo scrivente, sul tema della riapertura della ex 3bis Tiberina, posto che la chiusura della strada in questione perdura dal lontano 1998, in modo da poter far valere eventuali circostanze utili alla causa ma di cui non rinveniamo atti.
 

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