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Cesenatico, la rotonda della discordia: "Tutti sapevano del progetto di smantellamento"

La notizia di una rotonda praticamente nuova ma che deve essere smantellata completamente in quanto ritenuta pericolosa è uno degli argomenti che sta tenendo banco a Cesenatico, in particolare nella zona di Borella e Villalta

La notizia di una rotonda praticamente nuova ma che deve essere smantellata completamente in quanto ritenuta pericolosa è uno degli argomenti che sta tenendo banco a Cesenatico, e in particolare nella zona di Borella e Villalta, le due frazioni direttamente interessate dalla questione. Sul tema è voluto intervenire anche il presidente del comitato di zona Villalta-Borella, Umberto Cestelli, il quale non è voluto entrare in merito "alle scelte fatte dall'Amministrazione Comunale", bensì "portare alla luce del sole ciò che è pura verità riguardo lo svolgimento delle due assemblee pubbliche, alle quali hanno partecipato diversi cittadini".

LE ASSEMBLEE - Il fatto che qualcuno abbia sostenuto che tali assemblee (in cui l'argomento principale era proprio la pericolosità della rotatoria) fossero state pubblicizzate poco proprio non va giù a Cestelli. "Tali assemblee sono state pubblicizzate tramite affissioni di manifesti formato A3 posti all'esterno di tutte le attività commerciali di Villalta e Borella (bar, circolo A.R.C.I., edicola, parrucchiera, rivendita per animali e sementi, tabacchi, alimentari, macelleria, installatore di sistemi satellitari, ferramenta, forno e pizzeria) inoltre sono state inserite sul sito internet del Comune di Cesenatico, nella homepage, ulteriormente l'avviso delle assemblee e stato pubblicato sul profilo Facebook del Comitato di zona". "E' ovvio che non potevamo telefonare a ogni singolo cittadino, ma questa pubblicità capillare ha fatto sì che tramite il passaparola praticamente tutti i cittadini di Villalta e Borella fossero a conoscenza di questi eventi. Non mi è chiaro per quale motivo il signor Fanti (portavoce del comitato a favore della rotonda) non si sia presentato a discutere le sue perplessità nella sede più ovvia ovvero l'assemblea. Forse ci vuole far credere che nessuno dei firmatari dei quali lui è portavoce sapesse dello svolgimento delle Assemblee?"

L'ITER DEL SINDACO BUDA - "Detto questo, per continuare a fare chiarezza vorrei spendere due parole sull'iter irreprensibile e trasparente intrapreso dal Sindaco Roberto Buda e dall'Assessore Giovannino Fattori (assessore di riferimento). Nella prima assemblea che si svolse il 25 marzo 2013, alla quale erano presenti circa 40 cittadini, fu discussa l'eventuale rimozione della rotonda in virtù di una maggiore sicurezza dopo gli incidenti avvenuti. Gli amministratori, ascoltarono e recepirono le perplessità di alcuni cittadini e l'entusiasmo di molti altri in merito alla loro proposta di rimozione del manufatto in questione, acquisendo in quella sede suggerimenti e proposte (es: accentramento della rotonda rispetto all'asse stradale ecc. ecc.). Al termine di tale Assemblea il Sindaco si riservò il tempo necessario per studiare le proposte ricevute e verificarne la loro fattibilità e inoltre dichiarò che sarebbe tornato (o chi per lui) a distanza di qualche mese per comunicare la decisione presa" dice ancora Cestelli - "Il 16 dicembre 2014 presso la Scuola di Villalta si svolse la seconda Assemblea sulla rotonda, in quella sede erano presenti praticamente quasi tutti i componenti della giunta e circa 30 cittadini".

IL RUOLO DELL'ASSESSORE - "L'Assessore Giovannino Fattori, supportato da foto, slide e disegni tecnici ha relazionato per circa 60 minuti documentando ai presenti che l'amministrazione aveva con scrupolo e grande senso di responsabilità esaminato le proposte ricevute ed elencandole una per una ha dimostrato che tali suggerimenti non erano perseguibili e dato che i gravi fatti accaduti nel tempo (incidenti vari: vedi ex chiosco piadina, vari tamponamenti o addirittura utenti della strada che imboccavano la rotonda in senso contrario al regolare senso di marcia) avevano messo in risalto l'estrema pericolosità della rotonda in questione, ha comunicato dettagliando nei particolari la decisione presa in merito al manufatto, dichiarando che sarebbe stato rimosso e sostituito con un innalzamento della sede stradale, creando un incrocio rialzato" prosegue Cestelli, che sottolinea come tale decisione sia stata "messa al voto dei presenti (che non erano tre ma circa trenta) durante l'Assemblea stessa riportando la quasi unanimità di consensi escluso tre voti contrari ed uno astenuto. L'arco temporale di cui stiamo parlando ed entro il quale l'Amministrazione si è mossa è piuttosto ampio e questo fa capire che la problematica è stata vagliata a lungo e ben ponderata e che soprattutto la decisione è stata presa in virtù della sicurezza di tutti i cittadini che percorrono la via Cesenatico e non per agevolarne pochi".

LA FIGURA DEL "SIGNOR FANTI"  - "Per terminare con la stessa chiarezza con la quale ho elencato e verbalizzato i fatti accaduti, vorrei porre all'attenzione di tutti quelli che leggeranno questo documento la figura del Sig. Delfo Fanti che si promuove portavoce del "Comitato a favore della rotonda". Il Sig. Delfo Fanti, era un componente eletto del Comitato di Zona. Non si è mai interessato della res publica e come da regolamento dei Comitati di Zona art.4 è stato considerato decaduto e quindi sostituito all'interno del Comitato stesso per non aver mai presenziato a nessuna Assemblea o riunione indetta dal Comitato stesso. Quindi che il Sig. Fanti dopo questa premessa, si sia calato nei panni di paladino dei diritti, fa pensare a interessi che niente hanno a che vedere con i bisogni e le necessità che appartengono a tutta la nostra comunità" conclude Cestelli.

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