Il Ncd:"Salvataggio del'Arena del Sole a Bologna, rischiano di saltare i conti del Bonci"

La Fondazione Emilia Romagna Teatro (ERT), che gestisce il Teatro Bonci e di cui il Comune di Cesena è tra i principali soci con una quota del 34% del Fondo di dotazione, è impegnata in una complessa operazione di salvataggio dell'Arena del Sole, il teatro stabile di Bologna la cui gestione è fortemente indebitata

La Fondazione Emilia Romagna Teatro (ERT), che gestisce il Teatro Bonci e di cui il Comune di Cesena è tra i principali soci con una quota del 34% del Fondo di dotazione, è impegnata in una complessa operazione di salvataggio dell'Arena del Sole, il teatro stabile di Bologna la cui gestione è fortemente indebitata ed a rischio di sopravvivenza. Il Nuovo Centrodestra di Cesena teme per l’operazione, che potrebbe avere ricadute negative anche per la gestione del Bonci.

Riccardo Cappelli, Capogruppo Nuovo Centrodestra - Pdl Cesena, parla di “forte rischio di danno erariale” e invita il Comune “a tenere la schiena dritta”. Attacca Cappelli: “Di questa operazione non si è mai discusso in Consiglio comunale o nelle nostre commissioni consiliari, sebbene essa presenti molte ombre e rischi per la tenuta stessa di ERT. La Fondazione ERT, in sostanza, acquisterà dalla società privata "Nuova Scena" di Bologna il ramo d'azienda relativo alla gestione dell'Arena del Sole, per un valore netto di 5,1 milioni di euro, che sarà quasi interamente coperto dai contributi della Regione, di alcune fondazioni bancarie ed in particolare di Legacoop Bologna e Comune di Bologna, che entreranno come soci in ERT. La società cooperativa Nuova Scena, in questo modo, riceverà risorse preziose per poter pagare i propri creditori”.

Secondo Cappelli “una prima stranezza sta nelle finalità dell'operazione: mentre gli sforzi della spending review si stanno concentrando nel ridurre il numero delle società partecipate e nell'affidare all'esterno la gestione di ulteriori servizi, tentando di recuperare efficienza e ridurre gli sprechi, in questo caso il "pubblico" (cioè la Fondazione ERT) acquista invece un ramo d'azienda per salvare - di fatto - un "privato". Un'operazione antistorica e frutto di quella mentalità che continua a considerare le società partecipate come un "bancomat" da utilizzare al bisogno. La seconda stranezza sta invece nelle modalità del progetto: alla gestione dell'Arena del Sole è stato attribuito un valore di 5,1 milioni di euro in base ad una perizia commissionata non dall'acquirente, ma dal venditore, e incentrata su un'analisi di Unipol merchant bank che risale al 2003. Inoltre, Ert dal 2014 si dovrà sobbarcare la gestione di un teatro che comprenderebbe - a quanto ci risulta - 34 dipendenti a tempo indeterminato, e che difficilmente potrà diventare economicamente sostenibile nel giro di breve tempo, se non a prezzo di pesanti tagli e sacrifici che non sembrano essere contemplati. Il forte rischio, pertanto, è che il "buco" nella gestione dell'Arena del Sole, che ha originato questa operazione, venga semplicemente trasferito in capo alla nostra partecipata Ert”.

Ma c’è anche una questione politica: “L'ultimo aspetto è di natura politica: con l'ingresso del Comune di Bologna quale socio sovventore, la gestione di Ert si allontanerà ancor di più da Cesena, e a questo punto viene da chiedersi che senso abbia mantenere il rapporto con questa fondazione (che in Romagna gestisce solamente il Bonci ed il teatro di Cattolica) a cui ogni anno eroghiamo circa 1 milione di euro di contributi, a meno che non ci siano particolari poltrone da salvaguardare. Per queste ragioni chiediamo all'Amministrazione comunale, ed al Sindaco Paolo Lucchi in particolare, di tenere la schiena dritta di fronte alle possibili pressioni della Regione e dei partiti su questa vicenda, approfondendo con serietà ogni aspetto”.

E conclude Cappelli: “Da parte nostra, qualora la cessione del ramo d'azienda della cooperativa Nuova Scena dovesse perfezionarsi e Cesena restasse socia in ERT, consegneremo tutta la documentazione ufficiale alla Corte dei conti regionale, per verificare che l'operazione non comporti un danno patrimoniale per la Fondazione e di conseguenza per il nostro Comune”.

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