Era nascosta sotto terra: la piastrina militare del soldato Decio Zanotti torna nelle mani dei familiari

"Sono orgogliosa di esser qui perché la storia si costruisce in questo modo", ha detto il sindaco Monica Rossi, nella sala comunale di Mercato Saraceno

"Quando ho rivisto mio padre, dopo anni che era stato in guerra, era nel piazzale di Sorrivoli accanto a un uomo alto (il federale fascista del paese) che lo stava interrogando. L'uomo gli chiedeva in modo molto serio: "Perché sei tornato a casa? Mio padre, quasi scusandosi, gli rispondeva: Ormai se ne erano andati tutti". Col tempo ho capito che mi padre aveva paura che quel federale lo inviasse nuovamente lontano, a lavori forzati. Rimase nascosto in un mulino, per un mese, spesso anche a dormire. Mia madre gli portava da mangiare. Lo ricordo smunto, magro. Per essere sicura che nessuno lo trovasse mia madre faceva la guardia, stava alzata anche di notte e caricava il carretto col letame per non perdere del tempo utile. Poi la mattina tornava nel campo a lavorare". 

Questo è un brano del ricordo di Vincenzo Zanotti, figlio di Decio, che quando suo padre tornò dalla seconda guerra mondiale aveva solo 5 anni. E' stato letto domenica mattina a Mercato Saraceno da un nipote, in occasione della consegna della piastrina militare alla famiglia di Decio Zanotti da parte di History Hunters, un'associazione costituita da ragazzi appassionati di storia e di metal detector. Grazie proprio a questi strumenti, nel bergamasco, nascosta sotto terra, hanno ritrovato a piastrina militare di Decio Zanotti e hanno voluto riconsegnarla alla famiglia. Alla cerimonia erano presenti i tre figli di Decio: Libero, Vincenzo e Rosalba, con i relativi figli e nipoti. 

"Sono orgogliosa di esser qui perché la storia si costruisce in questo modo - ha detto il sindaco Monica Rossi, nella sala comunale di Mercato Saraceno -. La storia è fatta dalle persone, che l'hanno costruita passo a passo e noi oggi, tramite Decio, di cui io personalmente non sapevo nulla, stiamo ricostruendo un pezzo di storia importante". "Incontrare oggi voi qui è come incontrare Decio - ha spiegato Stefano degli History Hunters - Appena abbiamo trovato la piastrina abbiamo iniziato a pensare a lui, a interrogarci su chi fosse, sulla sua storia. E oggi finalmente dietro questa piastrina vediamo qualcuno in carne e ossa: i familiari di Decio". 

"Un mezzo per ripudiare la guerra è conoscerla da vicino - ha concluso Alessandro sempre degli History Hunters - Il modo migliore è ricordare le fatiche, i sacrifici dei militari, molti dei quali morti durante i combattimenti". Poi, dopo aver spiegato le vicende e i trasferimenti della famiglia di Decio, è stata effettuata la consegna ufficiale ai parenti, accompagnata da momenti di commozione da parte dei figli e la lettura del ricordo, ancora vivo, del più anziano dei figli di Decio, Vincenzo. Un bel momento in cui la storia delle persone, e non quella che si legge solitamente sui libri, è stata al centro dell'attenzione di tutti. 

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