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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Coronavirus, ricoveri in terapia intensiva in aumento: l'Emilia Romagna "vede" la zona gialla

Con 69 ricoveri totali in Terapia Intensiva, la saturazione e' del 7,8%, non lontanissima dal limite del 10% fissato per il passaggio in giallo

Crescono ancora rapidamente i nuovi casi Covid in Emilia-Romagna e la zona gialla si avvicina a grandi passi. L'Rt regionale è infatti salito a 1,35 e questo significa che "ci dobbiamo attendere la settimana prossima il 35% dei casi in più rispetto a questa", come sottolinea direttore della Sanità pubblica in Regione Giuseppe Diegoli. 'Tengono' per ora gli ospedali, dove la soglia "più pericolosa" per il passaggio in zona gialla è quella delle terapie intensive: con 69 ricoveri totali la saturazione e' del 7,8%, non lontanissima dal limite del 10% fissato per il passaggio in giallo.

Leggermente migliore la situazione nei reparti Covid, dove i pazienti sono 660 in regione: l'8,3% su una soglia del 15%. Diegoli, facendo il punto della situazione epidemiologica questa mattina in commissione regionale, parla di una "crescita continuativa dell'incidenza", sia pure con rilevanti differenze tra zona e zona. Tra i dati più alti i 259 casi per 100.000 abitanti nel territorio dell'Ausl Romagna e i 274 casi di Imola. Bologna viaggia sui 134 casi per 100.000 abitanti, mentre tra i dati più bassi in Emilia-Romagna c'è invece quello di Parma: 57 casi. "L'incidenza continua a crescere anche se non in modo esponenziale", dice ancora Diegoli in commissione. L'attenuazione della curva si osserva anche in Romagna, con l'eccezione però di Rimini. La crescita maggiore dei contagi rimane in età scolastica, in particolare per quanto riguarda la fascia 6-13 anni dove si registra una incidenza di 396 casi ogni 100.000 abitanti.

Ma il virus continua a crescere un po' in tutte le classi di età, mentre per quanto riguarda i piccolissimi, 0-5 anni, i dati sono "abbastanza stabili e bassi, perché hanno minori frequentazioni al di fuori della scuola". Sempre più complicato invece il contact tracing alle elementari "perché i dati sono decisamente aumentati". Ieri come Regioni, relaziona ancora il dirigente, è stata chiesta al Governo la momentanea sospensione del protocollo sullo screening nelle scuole sentinella, "per la scarsa affidabilità dei salivari come indice predittivo".

Ma l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini non drammatizza: "Non corriamo con le previsioni - è il suo invito - siamo ancora sotto al 10% nelle terapie intensive, nei reparti siamo alla metà del 15% di salutazione e possiamo aumentare qualche disponibilità". Coi dati di martedì, aggiorna il conto l'assessore dopo quelli forniti dal direttore della Sanità pubblica in Regione Giuseppe Diegoli, "siamo all'8,6% dei reparti Covid. Abbiamo ricoverato 177 persone negli ultimi 8 giorni, una media di 22 al giorno che però è aumentata negli ultimi giorni". La saturazione delle terapie intensive è salita all'8,4%, ma "siamo ancora sotto al 10%, tutto dipenderà da come evolverà la situazione mei prossimi giorni e nelle prossime settimane".

Comunque, evidenzia Donini, "nulla ci impedisce di allargare la disponibilità dei posti letto nei reparti Covid per avere maggiore disponibilità in ambito ospedaliero". Di sicuro, tocca un altro punto sollevato durante il dibattito dai consiglieri, "se aumenta la pressione ospedaliera si fa più fatica ad assicurare tutte le altre prestazioni". Ma questi numeri sui ricoveri "ce li scordavamo senza vaccinazione. Il vaccino ci sta proteggendo largamente". Dai prossimi giorni saranno pienamente operative anche le farmacie per somministrare le dosi anti-Covid, sono circa 300 quelle a disposizione in Emilia-Romagna ("non pochissime"). Attualmente in regione è vaccinato con la prima dose il 90,2% del target, mentre l'88,3% è immunizzato con la seconda dose. Oltre mezzo milione di persone ha fatto la terza dose. Infine, il capitolo costi. La richiesta di Donini, capofila degli assessori regionali, rimane sempre lo stessa: "Che questo elefante delle spese per il Covid non si appoggi per il terzo anno di seguito sulle Regioni, perché così non ce la faremo". (fonte Dire)

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