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Emergenza sfratti, Unione inquilini: "Non serve assistenzialismo ma un piano casa"

"Se si vuole affrontare il dramma della precarietà abitativa di famiglie come quella che staziona sotto il comune serve ben altro che un b&b per alcuni giorni a spese del comune"

"Anche a Cesena, come nel resto d'Italia, non esiste un "Piano di edilizia residenziale pubblica che sappia affrontare l'emergenza sfratti. Il problema dal loggiato della sede comunale arriva nel consiglio comunale e si è trasformaro  in tema di scontro e confronto tra i gruppi consiliari". Lo dichiara Stefano Malvasi, sportello Unione Inquilini Cesena.

"Non è il tempo delle diatribe o delle chiacchiere a vuoto. Se si vuole affrontare il dramma della precarietà abitativa di famiglie come quella che staziona sotto il comune serve ben altro che un b&b per alcuni giorni a spese del comune, soldi pubblici sprecati. Serve un piano di edilizia residenziale pubblica riutilizando gli immobili sfitti senza consumo di suolo. Per esempio il comune non perda tempo e approvi in tempi rapidi un progetto di recupero di immobili da destinare a case popolari partecipando al Piano di innovazione urbana della Ministra De Micheli il cui termine di presentazione è fissato entro marzo 2021. Sarebbe un primo segnale concreto. Altro dalle risposte che traghettano dalla precarietà a nuove precarietà, una risposta di puro  assistenzialismo. Abbiamo bisogno a Cesena di una idea di città inclusiva e solidale. Unione Inquilini chiede che il Comune abbandoni le pratiche assistenzialiste e attui programmi di edilizia residenziale pubblica previa mappatura degli immobili pubblici e privati inutilizzati".

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