Emergenza siccità, l'appello di Lucchi: "Le fonti idriche attuali vanno rafforzate"

"Cesena ha dichiarato sin dal primo giorno la propria disponibilità ad accettare la sfida", ha affermato il sindaco Lucchi

Foto di repertorio

"Le fonti idriche attuali non sono infinite e vanno rafforzate". E' l'osservazione del sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, prendendo spunta dall'emergenz aidrica che sta attraversando la Capitale d'Italia. Il sindaco malatestiano tranquillizza i cesenati per quanto concerne le forniture idriche nelle case. "Anche nel mese di giugno le nostre fonti idriche casalinghe sono derivate per l'84% dalla diga di Ridracoli (618.489 metri cubi, per 239 litri al secondo) e per il 16% da pozzi ed altre fonti (122.203 metri cubi per 47 litri al secondo) - afferma Lucchi -. Un dato praticamente identico a quello del 2016 e non diverso da quello degli ultimi anni. Questo non vuole dire che possiamo stare tranquilli. La situazione va monitorata con precisione e, anche per questo, già nel mattinata di domenica come Comune abbiamo richiesto a Tonino Bernabè, presidente di Romagna acque, di predisporre un report aggiornato e di inviarcelo per renderlo poi pubblico".

Sino ad ora, però, i contatti costanti con Romagna acque (curati dall'Assessore Francesca Lucchi e dal Dirigente del settore ambiente Paolo Carini) ci hanno rassicurato sulla situazione, facendoci pensare di essere lontani, almeno per le forniture casalinghe, da una situazione di emergenza, tanto che ad oggi non abbiamo dovuto emettere nessuna ordinanza specifica, di quelle che si riservano ai momenti difficili e che hanno senso se le si produce solo in casi eccezionali - chiosa il primo cittadino -.Tale riflessione non vale allo stesso modo per l'agricoltura per la quale la mancanza di precipitazioni di queste settimane, porta purtroppo a gestire conseguenze negative più accentuate".

Dal sindaco anche due considerazioni. "Ognuno di noi è tenuto, per una scelta etica di fondo, a consumare l'acqua con equilibrio ed a non sciuparla. Mai - prosegue -. Si tratta di una scelta di rigore e di sobrietà che vale per l'acqua, per tutti i beni comuni, per tutti i prodotti alimentari, poiché consumismo deve sempre più fare rima con buonsenso e rispetto per coloro che verranno dopo di noi". La seconda considerazione: "Se oggi possiamo godere dei vantaggi connessi con una grande opera come Ridracoli (che garantisce acqua di qualità anche ai tanti turisti che affollano le nostre località di mare e di montagna), lo dobbiamo alla lungimiranza di amministratori capaci come Giorgio Zaniboni che negli anni '70, con coraggio, scelsero di guardare avanti ed, anche tra le proteste di alcuni (poi spazzati via dal giudizio impietoso della storia), di garantirci una infrastruttura che oggi ci fa sentire ben diversi dai romani e da tanti italiani alle prese con un'emergenza idrica disastrosa".

"Vale la pena di imparare da loro e di pensare al nostro futuro sin d'ora, perché anche le fonti idriche attuali non sono infinite e vanno rafforzate. Marco Baccini, sindaco di Bagno di Romagna, più di un anno fa ci ha lanciato una sfida in tal senso, invitando i sindaci della Romagna a pensare in grande e ad incrementare le nostre grandi opere a difesa di un bene indispensabile come l'acqua - conclude Lucchi -. E Cesena ha dichiarato sin dal primo giorno la propria disponibilità ad accettare la sfida. Sarà bene che anche altri Comuni si esprimano, aiutandoci a costruire una Romagna che sull'acqua buona per tutti possa rappresentare sempre più un esempio positivo per tutti gli italiani".

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