L'analisi del voto: +18% Pd, M5S asfaltato, montiani a zero, centro-destra bloccato

L'analisi del voto a Cesena deve partire obbligatoriamente dal Partito Democratico. Solo lo scorso anno, in occasione delle Politiche, il Pd fece a Cesena il 38,3% dei voti. Ad un anno di distanza il balzo è a doppia cifra

Paolo Lucchi è stato rieletto sindaco di Cesena. Lo hanno votato il 54,8% dei cesenati, vale a dire oltre la metà dei votanti, un dato che gli ha permesso di tornare sulla poltrona di primo cittadino senza passare dal ballottaggio. Da domani Lucchi è già il sindaco eletto. In termini assoluti hanno messo una croce sul suo nome o sulle sue liste d'appoggio 29.339 cesenati (97 seggi su 98). Nel 2009 lo scelsero 30.260 cesenati, pari al 51,86% dell'elettorato. Quindi per Lucchi si tratta di una “promozione”, in quanto incrementa il suo consenso, per lo meno in termini percentuali.

CENTRO-SINISTRA, PD IN AUMENTO DEL 18%. L'analisi del voto a Cesena deve partire obbligatoriamente dal Partito Democratico. Solo lo scorso anno, in occasione delle Politiche, il Pd fece a Cesena il 38,3% dei voti. Ad un anno di distanza il balzo è del +10% per le elezioni comunali (arriva al 48,3%), e addirittura del +18% per le le Europee (incide soprattutto la diversa distribuzione dei voti nelle liste civiche). Anche Sel di Nichi Vendola aumenta il suo consenso, passando dal 2,7% dello scorso anno al 3,1% circa delle Comunali.

M5S IN CADUTA LIBERA. I pentastellati guidati da Natascia Guiduzzi partivano da una base del 26% dei consensi delle elezioni politiche dello scorso anno. “Bruciano” in un anno oltre il 5% alle Europee e addirittura il 10% alle Comunali. Sostanzialmente prendono un terzo dei voti del Pd, mentre fino alla vigilia del voto si parlava di testa a testa o di sorpasso.

SCELTA CIVICA NON ESISTE PIU'. Completamente polverizzata ed archiviata l'esperienza politica di Mario Monti. Il partito da lui fondato e che al suo “rigore” si era votato semplicemente non esiste più: nel 2013 fece l'8,7% come Scelta Civica e il 10,2% come coalizione guidata da Monti (comprendeva Udc e Fli). Oggi resta un misero e insignificante 0,6% alle Comunali.

CENTRO-DESTRA: DIVISI SI PERDE O AL MASSIMO SI FA PATTA. Non sempre questo è vero in politica, ma lo è in questo caso. Il M5S resta il secondo partito della città, ma il centro-destra nel suo complesso supera i grillini: Gilberto Zoffoli raggiunge il 16,8% dei consensi contro il 15,5% di Guiduzzi. La somma dei tre partiti che una volta si trovavano nella stessa insegna del PdL fanno un risultato il cui totale è, né più né meno, il PdL: Forza Italia all'8,3%, Nuovo Centro destra al 3,9%, Fratelli d'Italia-An all'1,7%. Totale: 13,9%. Nel 2013 il PdL prese il 13,8%. Nell'arco del centro-destra si aggiunge il risultato del Partito Repubblicano, la forza politica più “antica” presente a Cesena, che fa il 2,7% e molto probabilmente sparirà dal Consiglio Comunale.

LEGA NORD IN AUMENTO. Rilevante è la crescita della Lega Nord, che si riprende dopo la netta sconfitta elettorale del 2013, conseguente agli scandali che investirono il Carroccio lo scorso anno. La Lega partiva dall'1,8%. Per le Europee quasi raddoppia e va al 3,4%, mentre per le Comunali si ferma al 2,7%, comunque un aumento rispetto allo scorso anno.

TIENE IL BLOCCO COMUNISTA. Alle comunali i partiti che si pongono più a sinistra del Pd fanno un bottino del 5,2% (Sel 3,1%, Rifondazione 1%, Pdci 1,1%), circa lo stesso delle Politiche 2013 (la somma era del 5,4%). Alle Europee la lista Tsipras è sotto le aspettative e di questo “bottino virtuale” si prende solo il 3,3% dei voti.

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LE LISTE CIVICHE. Dimostrano di avere appeal se presentano candidati noti o che si sanno muovere sul territorio le liste civiche. Quella che va meglio è quella di Vittorio Valletta (Cesena Siamo Noi), che sfiora il 4% dei voti. Peggio Luigi Di Placido, che fa il 3% (il 2,1% dai LibDem e lo 0,8% da Progetto Liberale). Completa il quadro la lista civica 'Cesena Rialzati' che totalizza il 2%.

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