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Edilizia residenziale, il progetto coinvolge 180 studenti e rispolvera la storia dei quartieri "Fiorita" e "Vigne"

Rispolverare e ricordare un importante momento della storia del nostro Paese. Sono questi i principi che hanno dato vita al progetto “Ina Casa. Una casa per uno. Una casa per tutti”

Rispolverare e ricordare un importante momento della storia del nostro Paese. Sono questi i principi che hanno dato vita al progetto “Ina Casa. Una casa per uno. Una casa per tutti”: quest’ultimo fa riferimento all’intervento che lo Stato italiano mise in atto nel II° Dopoguerra, su tutto il territorio nazionale, per la realizzazione di edilizia residenziale pubblica. Si assunsero come modello le città giardino inglesi per progettare non case, ma micro città all’interno delle stesse città.

Questi interventi diedero nascita a quartieri autosufficienti, dove i concetti di bene comune e di comunità vennero concretizzati. Centrale era l’idea della casa come un luogo felice. Spazi e servizi per la collettività circondavano e attraversavano questi quartieri: giardini, zone gioco, scuole, orti, centri sociali, attività commerciali... e li rendevano popolati e popolari: pieni di vita e condivisione.

Aidoru, associazione cesenate attiva in ambito culturale, si pone l’obiettivo di consentire ai cittadini di tornare a vivere quartieri così unici, riconoscerli e intervistarne gli abitanti per comprenderne la storia, sociale e personale, con la volontà di recuperare e rinarrare un'opera di grande valore, al fine di rispolverare le memorie storiche e progettare scenari futuri migliori.

Grazie a un video svolto in collaborazione con degli studenti di scuola elementare che raccontavano la storia dei quartieri INA-Casa “Fiorita” e “Vigne”, Aidoru ha vinto lo scorso ottobre il bando regionale “Giovani per il territorio”, nato per sviluppare azioni di conoscenza e cura del patrimonio culturale e ambientale nei giovani. “Il percorso – spiega Roberta Magnani di Aidoru - è partito nell’estate 2020, per poi prendere forma nel mese di ottobre, dopo la vincita del bando ‘Giovani per il territorio’. In questi mesi abbiamo lavorato al fianco di partner, scuole, istituzioni locali e tanti collaboratori. Abbiamo fatto un vero e proprio viaggio nel tempo, tra passato, presente e prospettive future”.

Il Comune di Cesena ha affiancato il progetto di Aidoru. L’assessore alla Cultura Carlo Verona, da tecnico, tiene a sottolineare un importante aspetto, spesso ignorato o sottovalutato da chi opera in ambito urbanistico: “Questo lavoro si colloca in un particolare momento della nostra vita, che lego per similitudine al Dopoguerra. Siamo anche noi in una fase di ricostruzione. Mi piace molto il concetto di rigenerazione, che noi spesso siamo abituati a pensarlo in termini edilizi. Non è vero: la rigenerazione è legata anche a momenti di socialità, che si sono creati attorno a questo progetto”. “Come Amministrazione – continua Verona – stiamo portando avanti alcuni temi che escono dal concetto avuto fino ad oggi di urbanistica. Abbiamo scelto tre temi: il centro storico, la rigenerazione e il paesaggio. Parleremo di rigenerazione non solo dal punto di vista tecnico, il progetto di Aidoru lo porteremo avanti introducendo dal prossimo autunno anche eventi come mostre, spettacoli e momenti musicali, che legheranno la ‘Fiorita’ e le ‘Vigne’”.

Roberta Magnani garantisce poi come il progetto dell’associazione di cui fa parte lascerà anche qualcosa di concreto ai quartieri “Fiorita” e “Vigne”, grazie alla collaborazione di ben 180 studenti di scuole elementari, medie e superiori cesenati: “Sono stati realizzati due pannelli, uno verrà collocato nei pressi della stazione e uno vicino alla scuola ‘Plauto’, con la storia dei quartieri ‘Vigne’ e ‘Fiorita’. Verranno collocate 14 mattonelle in ceramica che collegheranno i due quartieri con dei QR-code, se inquadrati rimanderanno a contenuti realizzati dai ragazzi, con dei ricordi storici. Saranno infine presenti alle mostre 40 manufatti in ceramica, acquistabili con offerta libera”.

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