Emergenza E45, Baccini: "Riapertura slitta ancora. Tir stranieri sulla Provinciale nonostante il divieto"

Sulla viabilità alternativa il sindaco di Bagno di Romagna rassicura: "Non ci sono situazioni di particolare gravità nonostante la neve"

L'Anas spinge per la riapertura della E45, esprimendo la convinzione che "il viadotto del Puleto è sicuro e controllato fin dal 2010,  il degrado è superficiale e i lavori già appaltati erano in procinto di partire".

Ora la palla passa alla magistratura di Arezzo, secondo i rumors la decisione slitterà ancora. "Ad oggi non si sa ancora nulla - afferma il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini - i magistrati hanno preso altro tempo ed è molto probabile che non si arriverà a una decisione neanche in questa settimana. Ogno giorno che passa il tessuto socio-economico del territorio subisce un danno inestimabile. Auspichiamo con forza una riapertura almeno al traffico leggero". "Nel frattempo confidiamo molto nell'impegno assunto sia da Anas che dal ministro Toninelli di farsi carico della Statale Tiberina, che rappresenta l'alternativa più logica se dovessero presentarsi altre emergenze".

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Sulla viabilità alternativa alla E45 nel tratto romagnolo, che riguarda la strada dei Mandrioli e la Verghereto-Balze, il sindaco rassicura: "Le strade alternative che si sono trovate a ospitare più traffico, sono percorribili, la neve è caduta copiosa ma le strade sono state pulite grazie al lavoro efficente dei mezzi spazzaneve. Non ci sono situazioni di particolare criticità". Poi segnala un fenomeno pericoloso: "Nonostante il divieto per i mezzi pesanti con un carico superiore a 3,5 tonnellate, ci sono tir che percorrono la la Provinciale 147 Mandrioli, è un problema che riguarda soprattutto gli autotrasportatori stranieri che non sono in grado di decifrare i cartelli".

Per quanto riguardo la gestione dell'emergenza, con i fondi regionali per imprese e lavoratori, Baccini afferma: "Ci stiamo preparando ad accogliere le domande dei cittadini colpiti da questa emergenza, abbiamo sottoscritto un protocollo con le associazioni di categoria e sindacati. Ora faremo un primo monitoraggio per la stima dei danni e poi si potrà iniziare ad erogare le risorse regionali, in attesa che anche il governo centrale faccia la sua parte".
 

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