menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Giorgio Ceredi, il primo a sinistra

Giorgio Ceredi, il primo a sinistra

E' scomparso Giorgio Ceredi, ex partigiano e assessore regionale

Ceredi è stato un esponente della sinistra cesenate che, nei suoi mandati politici, si è occupato principalmente di Agricoltura. Lo ricorda il Pd e Frs

In merito alla recente scomparsa di Giorgio Ceredi di 91 anni, dirigente sindacale, politico e pubblico amministratore cesenate, il Partito Democratico. il Comune e e la Fondazione Radici della Sinistra di Cesena esprimono le loro condoglianze alla famiglia del defunto, ricordando l'impegno politico che ha contraddistinto l'intera vita di Ceredi.  

Nato a Cesena il 25 ottobre 1925, giovanissimo aderisce alla lotta partigiana combattendo con l'Ottava Brigata Garibaldi, dell'alta Romagna. Dopo la Guerra, il suo impegno politico prosegue sia all'interno del Partito Comunista (ricoprendo il ruolo di segretario della Federazione di Forlì) sia nelle istituzioni. Consigliere comunale di Cesena dal maggio 1951 al novembre 1960, è anche Consigliere Provinciale a Forlì ininterrottamente dal 2° al 6° Mandato fra il 1956 e il 1970.

Nel 1970, con l'istituzione delle Regioni, viene eletto nel primo consiglio regionale dell'Emilia - Romagna, ed è riconfermato nelle elezioni successive del 1975. Nel 1977 è chiamato a far parte della Giunta Regionale come assessore all'Agricoltura e all'Alimentazione, carica che manterrà fino alla fine della quarta legislatura, nel 1990. 

COMUNE - Scrive il sindaco Paolo Lucchi: "La scomparsa di Giorgio Ceredi rappresenta una grande perdita per Cesena. Con lui se ne va una figura di valore della nostra storia recente: giovanissimo combatté con coraggio per la libertà del nostro Paese, e dopo la Guerra continuò a impegnarsi per la comunità attraverso l’attività sindacale, politica e istituzionale, sempre con intelligenza, lungimiranza, grande senso di responsabilità. Fu consigliere comunale nei lontani anni Cinquanta e poi, per quattordici anni, consigliere provinciale; ma, soprattutto è stato un protagonista della straordinaria esperienza di rinnovamento istituzionale rappresentato dalla nascita delle Regioni. Nel 1970 fu eletto nel primo Consiglio emiliano – romagnolo e nel 1977 fu chiamato a far parte della Giunta Regionale come assessore all’Agricoltura. E fin dall’inizio, la sua attività alla guida di questo assessorato – così importante per il nostro territorio e l’intera Emilia – Romagna - si è contraddistinta per la capacità di guardare avanti e di prefigurare un disegno innovativo di politica agraria.  Basti pensare all’impulso decisivo che seppe dare all’avvio della lotta integrata per la riduzione e la razionalizzazione dei prodotti chimici nella difesa fitosanitaria, che ha portato l’agricoltura della nostra regione ad adottare tecniche più rispettose della salute dei produttori e dei consumatori. Non a caso, l’impostazione all’avanguardia delineata dall’allora assessore Ceredi ha fatto scuola e viene ancora oggi guardata come modello non solo in Emilia – Romagna".

"Per rendere omaggio al ruolo fondamentale da lui giocato in quella straordinaria stagione amministrativa, nel 2010 Cesena gli ha conferito il Premio Malatesta Novello, destinato proprio  a rendere merito ai cesenati che si siano distinti per la loro opera nei vari campi dell’attività umana, contribuendo a tenere alto il nome della città. E ricordo con emozione quella cerimonia, nel corso della quale Giorgio Ceredi seppe ancora una volta impartirci una lezione di  civismo e impegno politico, nell’accezione più nobile del termine. Ho avuto modo di salutarlo un’ultima volta il 2 giugno scorso a Forlì, quando la Prefettura ha consegnato a lui e ad altri 102  ex partigiani od internati della nostra Provincia la ‘Medaglia della Libertà’. E anche in quell’occasione, pur gravato dal peso dei molti anni e ormai lontano da tempo dalla vita pubblica, lo ritrovai acuto e partecipe. In questo triste momento, desidero esprimere alla sua famiglia la vicinanza ed il cordoglio dell’Amministrazione Comunale e dell’intera città di Cesena".

PD - “Il Partito Democratico di Cesena partecipa la scomparsa di Giorgio Ceredi – si legge nel comunicato del Pd - , bandiera della sinistra cesenate che ha saputo con competenza e passione, nel suo ruolo di dirigente sindacale, politico e di pubblico amministratore, rappresentare  i bisogni di tutto il mondo del lavoro. Alla base del suo impegno c’erano quegli ideali che avevano tratto linfa dalla Resistenza che lo aveva visto come partigiano combattente nell’8^ Brigata Garibaldi. Piace ricordare il suo grande impegno di Assessore regionale all’Agricoltura che portò ad un ruolo guida nazionale la nostra Regione ponendola alla testa del processo di rinnovamento delle nostre campagne. Il partito esprime ai familiari di Giorgio la più sentita partecipazione al loro dolore”.

RADICI DELLA SINISTRA - Il Presidente Sandro Brandolini, Elide Urbini e Orio Teodorani della Fondazione Radici della Sinistra, esprimono a loro volta alla moglie Ida e ai figli Michela e Ivan la loro piena partecipazione al lutto: “Giorgio è stata una bandiera della sinistra cesenate fin da giovane – ricordano gli esponenti di Fondazione Radici della Sinistra - , quando fece la scelta di salire in montagna coi partigiani per combattere i nazifascisti. Dopo la Liberazione, operaio all’Arrigoni, vi diresse la cellula del Pci. Divenuto funzionario di partito alla fine degli anni’40 assunse la direzione dell’organizzazione comunista cesenate".

"La sua fu una vera e propria politica  di innovazione che lasciò il segno anche in campo nazionale. A ragione, si può considerare Giorgio Ceredi, come uno dei padri dell’agricoltura biologica italiana. Ci piace ricordare che, con l’apporto del Professor Giorgio Celli e in collaborazione  con il mondo cooperativo cesenate, la Regione istituì proprio a Cesena la prima bio-fabbrica  per la produzione di insetti utili per la lotta guidata in agricoltura. Il carisma di Giorgio fra il mondo contadino fece sì che l’innovazione ottenesse la partecipazione di un consistente numero di produttori agricoli. Giorgio ha poi vissuto con passione e sofferenza la svolta della Bolognina che vide il Pci cambiare nome e simbolo. Si collocò nella corrente di minoranza e, dopo il congresso di Rimini, non aderì alle scelte del Pds di Occhetto e militò per alcuni anni in Rifondazione Comunista. Come Fondazione Radici della Sinistra ci è parso utile ricordare, sia pure succintamente, alcuni passi della vita politica e istituzionale del compagno Giorgio, nella convinzione che sia importante ricordare gli uomini che hanno saputo concorrere alla crescita democratica, economica e sociale del nostro territorio”.

BONACCINI - “Ci ha lasciato un amministratore capace, rigoroso, dotato di grande capacità di ascolto, protagonista di quella stagione che ha visto la nascita delle Regioni. Di lui ricorderemo lo spirito innovatore, le doti organizzative, le intuizioni che seppe tradurre in iniziative concrete”, commenta il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. “L’agricoltura emiliano-romagnola deve molto a Ceredi - sottolinea l’assessore all’Agricoltura regionale Simona Caselli - quello che siamo oggi è in buona misura anche il frutto del suo impegno". Caselli ha in particolare ricordato “il sostegno che Ceredi, precorrendo i tempi e favorendo un cambiamento anche culturale, seppe dare all'attività di ricerca e sperimentazione, in particolare per  lo sviluppo della produzione integrata e biologica, oltre all'impegno per rafforzare la competitività delle imprese agricole ed agroindustriali”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Piccoli ma sorprendenti: i musei più curiosi dell'Emilia Romagna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

CesenaToday è in caricamento