"Sono con una prostituta", il depistaggio non funziona: coppia di trafficanti in manette

Gli arresti, che si inseriscono in più vasto quadro di indagini dirette al contrasto dello smercio e traffico di droga in Romagna, è scattato dopo il fermo dei soggetti nei pressi del distributore di carburanti del metano

Sono stati sorpresi con 57 grammi di cocaina ed una dose di marijuana. Una coppia di 27enni di nazionalità albanese sono stati arrestati sabato scorso dagli agenti della Squadra Mobile di Forlì a Cesena. Gli arresti, che si inseriscono in più vasto quadro di indagini dirette al contrasto dello smercio e traffico di droga in Romagna, è scattato dopo il fermo dei soggetti nei pressi del distributore di carburanti del metano di Cesenatico, dove i due erano giunti a bordo di un’autovettura Opel di colore grigio.

DEPISTAGGIO - In tale circostanza l’uomo, al fine di depistare gli agenti, ha mostrato loro due dosi di cocaina (circa due grammi), spiegando di trovarsi in quel luogo per contrattare un rapporto amoroso con una prostituta, indicando la donna che si trovava in auto con lui, e che avrebbe utilizzato la droga per la serata. La giovane albanese, che mostrava evidenti segni di nervosismo, ha riferito di non comprendere bene la lingua italiana, tentando di sottrarsi al controllo. Ha detto di esser una prostituta e di trovarsi in quel posto perché stava conversando con un cliente.

IL SACCHETTO DI NYLON - Tuttavia gli uomini del'Antidroga della Squadra Mobile hanno notato che i due erano giunti sul posto a bordo della stessa auto. E' scatta la perquisizione: la donna, non appena apriva il piumino, ha fatto cadere un sacchetto di nylon con circa 55 grammi di cocaina pronti per essere smerciati in riviera nella notte. La successiva perquisizione domiciliare effettuata in residence di Riccione, dove i due stavano ultimamente soggiornando, ha permesso di confermare le ipotesi accusatorie nei loro confronti (la donna aveva lasciato copia del suo documento alla reception del residence e l’uomo aveva i suoi vestiti nella camera) e di sequestrare un'ulteriore dose di cocaina, una bilancia di precisione, materiale utile per il confezionamento della droga, nonché la somma di 300 euro, ritenuta provento dell’attività illecita.

L'UOMO CLANDESTINO - L’uomo, con precedenti di polizia, già espulso nell’agosto 2012 dalla Frontiera di Milano ed accompagnato in Albania, era rientrato nel territorio italiano grazie all’utilizzo di altro nome di battesimo: dovrà perciò rispondere del reato di reingresso sul territorio nazionale senza la prevista autorizzazione (ex articolo 13/13°comma decreto legislativo 286/98), nonché di possesso di documento contraffatto valido per l’espatrio. Sul passaporto infatti erano apposti timbri falsi di ingresso ed uscita dalle frontiere aeree nazionali, con cadenza trimestrale, tali da permettergli di entrare e permanere in Italia ed in tutto lo spazio Schengen in esenzione del visto e senza l’obbligo di uscire dal territorio europeo trascorsi i tre mesi. Il giudice Monica Galassi (pm Filippo Santangelo) ha convalidato gli arresti. L'uomo resta in carcere, mentre alla donna sono stati imposti gli obblighi di firma.

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