Doposcuola aziendale di Orogel, "La Cesena che ha coraggio punta sui giovani"

Il sindaco di Cesena Paolo Lucchi e l’assessore ai Servizi per le persone si sono complimentati all’amministratore delegato di Orogel, Bruno Piraccini

"Virtuoso, e da imitare, il welfare aziendale di Orogel con il centro pomeridiano per bambini e adolescenti”. Con queste parole il sindaco di Cesena Paolo Lucchi e l’assessore ai Servizi per le persone Simona Benedetti si rivolgono all’amministratore delegato di Orogel, Bruno Piraccini, per complimentarsi della scelta di avviare un centro pomeridiano per bambini e adolescenti rivolto ai figli dei dipendenti di età ricompresa fra i 6 e i 14 anni. "Una modalità di declinazione delle opportunità derivanti dal welfare aziendale - proseguono sindaco e assessore -, che si distingue per concretezza, lungimiranza e capacità di progettare le attività, con occhio aperto al contesto sociale e attento ai bisogni seri dei dipendenti e delle loro famiglie. Una scelta virtuosa e da imitare".

"I cambiamenti sociali e culturali degli ultimi anni, unitamente alle mutate necessità organizzative dei genitori cesenati, che sempre meno possono contare nella collaborazioni dei nonni (sono sempre di più quelli che lavorano ancora) e della rete familiare per la cura dei figli, stanno facendo emergere bisogni nuovi, a partire dall’ambito educativo - evidenziano Lucchi e Benedetti -. I bambini e gli adolescenti rappresentano sicuramente una delle categorie di cittadini verso cui è necessario sviluppare nuovi servizi volti alla socialità e alla relazione, con una marcata impronta pedagogica".

"È con questo obiettivo che l’amministrazione comunale, attraverso la collaborazione fra i settori scuola e servizi sociali, sta investendo già da almeno due anni nei servizi pomeridiani, anche, e non solo, attraverso il sostegno economico e progettuale alla Rete Oratori Diocesana (ROD), che conta in città diversi centri pomeridiani, la cui attività varia dal sostegno allo studio e ai compiti ai momenti di dialogo e gioco - chiosa gli amministratori -. Ed è sempre con il medesimo fine che nel nuovo “Piano sociale di zona 2018-2020”, ovvero il documento triennale di programmazione dei futuri servizi per le persone, che il Comune ha dedicato spazio ai bisogni dei giovani cesenati, ponendo le basi per lo sviluppo di servizi ulteriori, pensati anche attraverso la collaborazione con le scuole e la riqualificazione specifica di particolari spazi pubblici".

"La Cesena che ha coraggio punta sui giovani - evidenziano -. Per questo non smetteremo mai di credere che il futuro della nostra città dipende strettamente dalle opportunità positive che sapremo creare per i nostri ragazzi. Tanto più se saremo in grado, come genitori e come educatori, di metterli nelle condizioni di crescere serenamente, sviluppando relazioni sane e trasparenti, aperte alle contaminazioni culturali e all’inclusione, ma attente e consapevoli.È in questa chiave che abbiamo letto con soddisfazione della nuova esperienza di welfare aziendale avviata dal gruppo Orogel con il centro pomeridiano per bambini e adolescenti rivolto ai figli dei dipendenti di età ricompresa fra i 6 e i 14 anni".

"Un servizio affidato alla gestione di educatori professionali ed esperti che già ai nastri di partenza conta sulla frequenza di 27 giovani e giovanissimi - continuano -. Ci sembra davvero una modalità di declinazione delle opportunità derivanti dal welfare aziendale che si distingue per concretezza, lungimiranza e capacità di progettare le attività, con occhio aperto al contesto sociale e attento ai bisogni seri dei dipendenti e delle loro famiglie. Una scelta virtuosa e da imitare, per la quale ti chiediamo di estendere i nostri ringraziamenti a tutto il consiglio di amministrazione di Orogel, ai suoi soci e dipendenti. Finalmente, grazie alla legge nazionale che ha normato la costruzione di servizi per le persone da parte delle aziende e, soprattutto, all’esempio di una grande impresa cesenate come la vostra che ha letto in profondità i cambiamenti sociali del suo territorio e i bisogni dei suoi lavoratori, si può pensare che i servizi sociali e il sistema imprenditoriale potranno davvero unire le forze e pensare insieme al maggior benessere delle famiglie".

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