Dopo il 'funerale' alla coppia gay, tinteggia le mura del cimitero: "Pena simbolica ma incisiva"

Al militante di Forza Nuova il Tribunale di Forlì ha concesso la messa alla prova tramutando la pena in lavori socialmente utili

Aveva inscenato un funerale per le vie del centro storico in occasione della seconda unione civile tra persone dello stesso sesso celebrata in Comune a Cesena, e lo scorso ottobre il Tribunale di Forlì ha concesso la messa alla prova tramutando la pena in lavori socialmente utili, tra i quali la tinteggiatura di alcuni fabbricati del cimitero urbano di Diegaro. Detto, fatto: l’imputato, un esponente di Forza Nuova che insieme ad altri militanti di estrema destra il 5 febbraio 2017 aveva sfilato con tanto di bara in spalla per le vie di Cesena inscenando il “funerale d’Italia”, giovedì 13 febbraio, affiancato dal personale del Comune, ha effettuato alcuni lavori di tinteggiatura sulle pareti esterne della camera mortuaria del cimitero di Diegaro e su altre strutture per la durata di sei ore. Come riferito dai tecnici del Comune di Cesena, il 57enne ha eseguito i lavori come da accordi. 

“Si tratta – commenta il Sindaco Enzo Lattuca – di una pena simbolica ma incisiva. I fatti risalgono a qualche anno fa ma è giusto porre un freno a episodi poco rispettosi come questo. In quella occasione è stata violata la ‘Legge Mancino’ che punisce chi inneggia all’ideologia nazifascista o incita alla discriminazione per motivi religiosi, razziali, etnici o nazionali, ma anche altre specifiche norme del Codice penale. Inoltre, in una città libera e democratica come Cesena, manifestazioni di questo tipo non saranno mai tollerate”. Il Comune di Cesena, a seguito dell’avvenuto risarcimento, nella corso della prossima udienza ritirerà la costituzione di parte civile.

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"La segreteria regionale di Forza Nuova - scrive il movimento in una nota - intende precisare che il 57enne, imputato nel processo per il finto corteo funebre di Cesena avvenuto in occasione della seconda unione civile tra persone dello stesso sesso, celebrata il 5 febbraio 2017 all'indomani dell’approvazione del ddl Cirinnà, non appartiene più da diversi anni al movimento forzanovista. La sua strategia difensiva e la messa alla prova concessagli rimangono dunque scelte del tutto personali".

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